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Il Sole 24 Ore

Gli Usa trainano l’export di Brunello ... All’estero il 67% dei ricavi - Accordo Consorzio-Gruppo Intesa Sanpaolo ... Il Brunello di Montalcino fa il pieno sui mercati internazionali e in Italia lancia la partnership con Eataly di Oscar Farinetti. Nel 2013 l’export è passato dal 65% al 67% delle vendite mentre la quota del mercato leader, gli Stati Uniti,è salita dal 25% al 28%. Un leggero calo si è avuto nella produzione: il fatturato è calato dell’1% a 165 milioni e 12,73 milioni di bottiglie. Fino al 28febbraio Eataly offrirà in degustazione il Brunello 2009 nei ristoranti in Italia. Tra le note positive anche il giro d’affari dell’enoturistimo a Montalcino, chiuso a oltre 30 milioni, +5%. “Il vino acquistato in azienda, consumato nei locali di Montalcino o comprato nelle enoteche - osserva il presidente del Consorzio Fabrizio Bindocci -. si attesta intorno al 18%. E uno tra i migliori risultati del mercato enologico”. I dati sono stati presentati ieri in occasione di ‘Benvenuto Brunello’ l’appuntamento in cui i produttori presentano l’annata in via di lancio e le anticipazioni su quella vendemmiata. Ieri è stato presentato anche l’accordo tra Banca CR Firenze, Agriventure e il Consorzio che valorizza un vino simbolo del made in Italy. “Gli Usa sono in grande spolvero - commenta Francesco Ripaccioli della Canalicchio, 90% di export - e ai consumatori è tornata la voglia di spendere”. Negli Usa il Brunello è venduto a quasi 60 dollari a bottiglia, la Riserva a 120 e il Rosso a 29. E il 2014? “Tutta la produzione dell’anno - conclude Ripaccioli - è stata allocata: rimaniamo ottimisti”. Anche Guido Orzalesi di Altesino è convinto “che nel 2014 il mercato americano manterrà la sua forza. Abbiamo recuperato i livelli pre-crisi e possiamo migliorarli”. Per Donatella Cinelli Colombini del Casato prime donne “bene il Canada e la Russia, male il Brasile. In Italia invece la situazione è pesante, specie per la ristorazione: gli insoluti sono tantissimi. Il 2014 sarà difficile nelle località a consumo interno mentre andrà meglio dove il turismo è più vivace”. Per Marilisa Allegrini, titolare dell’azienda San Polo, “i mercati esteri saranno sempre di più il driver della crescita del Brunello: il consumatore riconosce al nostro vino una qualità che dobbiamo gelosamente conservare”. E i rumor sui capitali cinesi? “La caccia continua - dichiara Alessandro Regoli, direttore di Winenews - e ora sarebbero in visita investitori di Hong Kong e Cina, ma il territorio di Montalcino, con i suoi vigneti e la bellezza dei casali, conferma il suo appeal anche come bene rifugio”.

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