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Il Sole 24 Ore

L’Amarone e il Valpolicella in trincea contro i marchi falsi … Il vino veronese è al primo posto per performance di crescita e redditività delle imprese in una classifica che vede al terzo posto un altro vino, il prosecco di Conegliano Valdobbiadene. Un distretto attivissimo, oggi in prima linea nella lotta contro il falso made in Italy che, secondo stime Coldiretti, non risparmia il vino e comporta una perdita di 60 miliardi. I marchi collettivi registrati dalla Camera di commercio di Verona sono sei: Amarone, Amarone della Valpolicella, Recioto (in contitolarità con la Camera di commercio di Vicenza), Recioto della Valpolicella, Recioto di Soave, Valpolicella Ripasso. L’ente ha iniziato fin dal 2004 a registrare i marchi dei vini veronesi più imitati e di pregio in Italia e nei principali mercati di destinazione dell’export - Canada e Stati Uniti - e in Paesi produttori emergenti come Australia, Brasile e Argentina. La stessa operazione è stata fatta in Cina e Giappone. “Accanto all’attività di registrazione - spiega il presidente, Alessandro Bianchi - la Camera di commercio ha proceduto con diffide e opposizioni ai marchi confusori, produzioni vendute con nomi che evocano in qualche modo i vini veronesi come AmarOne o AmarUno. L’utilizzo massiccio del marchio collettivo, che di fatto è virtuale dato che non è segnalato sull’etichetta, ci permette di avere maggior potere d’azione con le aziende imitatrici e nel deposito dei marchi all’estero, che procede speditamente. Al momento oltre 250 aziende hanno chiesto e ottenuto 1.023 licenze d’uso dei marchi dalla Camera di Verona, che ne ha la titolarità. L’obiettivo è affiancare i produttori in una battaglia per loro impari e proporzionale al grado di notorietà dei prodotti: più l’Amarone si fa apprezzare nel mondo e più è imitato, più va tutelato”. Dal 2004 a oggi per questo abbiamo investito 370mila euro, mentre ammontano a 93mila euro le spese legali per la tutela dalle imitazioni di produttori stranieri (34mila euro), ma anche italiani (59mila euro). Attività svolta in collaborazione con i Consorzi di tutela e le stesse aziende agricole che, spesso, di ritorno da viaggi all’estero, segnalano la presenza di falsi sul mercato.

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