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Il Sole 24 Ore

Bloccata maxi frode di Brunello ... La guardia di finanza blocca
una maxi frode ai danni del Brunello
e Rosso di Montalcino: sequestra
oltre 165mila litri di vino
ancora in cantina e 2.350 contrassegni
di Stato. Se fosse entrato in
commercio il valore del vino contraffatto
si sarebbe aggirato tra i
3 e i 4 milioni.
“Non un litro del vino è finito
in commercio - ha puntualizzato
il presidente del Consorzio del
Brunello di Montalcino Fabrizio
Bindocci - Il falso Brunello e il Rosso era ancora tutto nelle cantine
e nelle cisterne”. Secondo la
ricostruzione delle Fiamme gialle,
il professionista, abusando
del rapporto lavorativo con una
decina di aziende agricole, si era
impadronito di documentazione
e di materiale autentico attestante
la Docg e ne aveva riprodotto
dell’altro artefatto. I documenti contabili gli consentivano di accompagnare
partite di uva e divino
comune, acquistate presumibilmente in nero,
che vendeva alle
cantine durante la fase della
vendemmia e dell’invecchiamento,
mentre i contrassegni gli
avrebbero permesso di "vestire"
da Brunello bottiglie di qualunque
vino rosso.
Il truffatore-enologo sotto accusa
(gli sono stati sequestrati
35omila euro e imposto il divieto
di mettere piede nel territorio)
era riuscito anche a inserire dati
falsati nella banca dati Artea della
Regione Toscana (Agenzia regionale
per le erogazioni in agricoltura)
creando una perfetta
corrispondenza tra la documentazione
amministrativa mendace
e i dati telematici consultabili
dagli organi di controllo.
“Abbiamo i mezzi giusti per
difendere mostri prodotti d’eccellenza
- ha dichiarato ieri il
ministro delle Politiche agricole
Maurizio Martina - La contraffazione
veniva realizzata aggirando
il sistema di tracciabilità
posto a garanzia delle produzioni.
Ma proprio la sinergia
operativa tra gli organismi di
controllo e gli enti preposti alla
certificazione ha consentito di
impedire che la frode colpisse
ancora i consumatori”.
Colpisce però la frequenza delle
frodi: l’ultima truffa risale allo
scorso maggio nel Grossetano
quando le autorità sequestrarono
oltre 3omila bottiglie di falso
Brunello, Sagrantino di Montefalco,
Chianti, Chianti classico e
altre Doc e Igt. Furono indagate
per truffa e frode in commercio
sei persone, imprenditori operanti
nell’imbottigliamento, nella
commercializzazione e
nell’etichettatura del vino. E infatti
Coldiretti sottolinea che
“dall’inizio della crisi sono raddoppiate
le frodi nel settore del
vino e degli alcolici, con un incremento
record del 102% del valore
delle bottiglie sequestrate”.
Bindocci però si difende:
“Con 9 milioni di bottiglie vendute
dagli Stati Uniti alla Cina è
difficile, coni controlli a campione,
scovare le produzioni contraffatte.
Sottolineo però che in
questo caso la frode l’abbiamo
scoperta noi e l’abbiamo denunciata
”. Il presidente del Consorzio
poi spiega che per evitare il
ripetersi di comportamenti illeciti
a luglio il Consorzio ha introdotto
nel disciplinare un articolo
che prevede il controllo preventivo
sulle vendite di uva e vino sfuso.
“I produttori - conclude Bindocci
- dovranno comunicare le
vendite con un preavviso di 48
ore, facilitando così il lavoro degli
organi di controllo. Inoltre entro
ottobre verrà stilato il codice
etico cui tutti i produttori e coloro
che ruotano intorno al mondo
del vino dovranno attenersi”.

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