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Il Sole 24 Ore

Frodi alimentari, crescono i sequestri di vino e farine ... Olio di soia al posto dell’extravergine, “bollicine” con false etichette su scaffali di insospettabili enoteche. E le farine. Crescono i sequestri di pane, pasta e farine tenere, usate per spaghetti e fusilli.
Continua a crescere a 2 cifre la contraffazione alimentare in Italia. Secondo il ministero delle Politiche agricole, solo nello semestre 2015, su circa 50mila controlli effettuati gli illeciti sono aumenti del 4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
A fare il punto ieri,a Milano, all’interno di Expo, in un convegno dedicato proprio a come contrastare le frodi alimentari è stata la Guardia di Finanza. Tra il 2011 e il 2014, solo le Fiamme gialle, ha spiegato Vincenzo Tuzi, Comandante Nucleo speciale Tutela proprietà intellettuale, “hanno sequestrato più di 29 mila tonnellate di prodotti e oltre 28 milioni di litri tra vino, olio e latte. Nel solo semestre gennaio-luglio 2015, a fronte di 162 mila kg di merci confiscate sono stati già “fermati” 214 milioni di litri”. Quasi quanto in tutto il triennio precedente. Oltre 90mila kg sono solo di farine e pasta. E, sul fronte delle bevande,nel 99% dei casi il sequestro è di vini”. Solo in Italia si calcola che la contraffazione di food&beverage alimenti un giro d’affari di 14,5 miliardi di euro. Che in Europa diventano 26 miliardi.
Ma al di là dei sigilli, che fare? “Le leggi, in Italia e in Europa ci sono - ha aggiunto Tuzi - e possiamo sempre migliorare il coordinamento tra istituzioni, utilizzando al meglio due risorse del nostro tempo: genetica e web”.
“Oggi - ha osservato Nelson Marmiroli, ordinario di Biologia applicata all’Università di Parma
- si può risalire alla originalità delle materie prime in prodotti anche già molto trasformati, grazie, ad esempio, ad analisi sull’uso di marcatori molecolari derivati dal Dna”.
E poi c’è Internet. Sta prendendo forma “Stopfake”, il progetto ideato e coordinato dal Mise (in collaborazione con eCrime dell’Università di Trento) e finanziato dalla Ue con circa 35omila euro. Si tratta di un prototipo innovativo Ict per la creazione, raccolta, gestione e analisi automatica di dati pubblici e privati su criminalità organizzata e contraffazione delle merci. “Lo scopo - ha spiegato Fiamma Terenghi, del gruppo eCrime dell’Università di
Trento - è sia quello di fornire dati, report e analisi sul settore. Ma anche mappe del rischio, dove si concentra maggiormente il fenomeno per tipologie di prodotti e di illeciti, fotografare tendenze e come si modificano”.
“Se metto la parola “Parmesan” nella stringa di Google e quello che mi esce è solo “Regianito” argentino, c’è qualcosa che non va. Continueremo a perdere”. Per Claudio Bergonzi, segretario generale di Indicam (l’associazione che riunisce 150 tra grandi griffe e marchi contro le frodi) la battaglia contro il falso alimentare non può limitarsi alla difesa delle etichette Dop e Igp (che solo il 33% degli italiani e il 14% degli europei sanno davvero cosa sono). Bisogna contrattaccare. Ad esempio con iniziative di web marketing che ri “indirizzino” al vero prodotto “Made in Italy” il consumatore estero che, in buona fede, cerca in rete i prodotti “ItalianSounding”.

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