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Il Sole 24 Ore

Rispuntano le bollicine di Gattinara che piacevano al presidente Jefferson ... “Non potevo permettere che terminasse la storia centenaria della cantina da cui mi rifornivo da anni e che l’edificio del XIX secolo lasciasse il posto a un supermercato: così l’ho comprata, assieme ad alcuni amici, per salvarla”. Un atto d’amore, più che di compravendita, quello siglato nei 2011 dal norvegese Erling Astrup per rilevare l’azienda vitivinicola Nervi, la più antica dell’area Docg di Gattinara (Vercelli).
Una decisione che - dice lui con humor - gli ha cambiato lo status mentale da norvegese a “nervigese” (ma che non gli ha impedito di diventare il responsabile corporate banking della Danske Bank nel suo Paese). Lo hanno accompagnato nella sfida tre famiglie di Oslo come hai (Moestue, Skjelbred e Wicklund, che non si occupano della gestione della cantina), più le tre figlie e la moglie Kathrine, responsabile dello sviluppo dell’azienda, dalla distribuzione all’export Un export salito da zero all’80% del giro d’affari, a sua volta passato dai 400 mila euro del 2011 (realizzati con vini da tavola e Igt) agli i milioni attuali (ottenuti ora con prodotti Docg nella fascia alta - per prezzo e qualità - dei Nebbiolo).
Dopo imponenti investimenti in vigna,cantina e marketing, sono fioccati importanti riconoscimenti. Wine spectator ha attribuito un punteggio di 93/100 al Molsino 2008 e al Gattinara 2006, di 91 al Molsino 2006 e di 90 al Gattinara 2008. Il Valferana 2009 ha appena ottenuto il Top Italian wine award.
Non manca l’innovazione di prodotto, sempre dalle radici antiche. Nel 2013 è stato presentato il primo Gattinara rosato spumante di epoca moderna, già apprezzato da Thomas Jefferson nel 1787, prima che diventasse il quarto presidente degli Stati Uniti. “Una studiosa, su nostro incarico, ha ritrovato le lettere vergate dal presidente Usa, che descriveva “un Nebiule a Gatinara vivace come lo champagne” - spiega Astrup -. Vino che, da presidente, si faceva mandare alla Casa Bianca dai consoli, ringraziandoli per quelle bottiglie” superlativamente fini e tanto ammirate”. Tanto da ordinarne, a fine mandato, il trasferimento nella sua residenza privata. Di questo vino si era persa memoria. Lo abbiamo prodotto e denominato Jefferson, valorizzando sull’etichetta la firma del presidente”.
Il recupero della qualità antica passa anche dalla ricerca Grazie a uno stadio finanziato dalla cantina Nervi, condotto da ricercatori dell’Università di Torino guidati da Anna Schneider,è stato creato un clone di antico Spanna Nebbiolo, abbandonato perché poco produttivo,benché di qualità superiore. Le nuove piante si trovano nel ripiantato vigneto Molsinetto e nella “nursery” concessa dal Comune ai piedi della torre delle Castelle, sulle rovine di un castello dell’XI secolo. Affondano le radici fra le pietre buttate fuori dal super vulcano valsesiano attivo 290 milioni di anni fa, poi collassato (lasciando un terreno dalle caratteristiche minerarie uniche al mondo). Ora, il custode di questo “terroir” è un norvegese. Anzi, un”nervigese”. Piemontese ad honorem.

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