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Il Sole 24 Ore

Il “nuovo” Amarone cresce all’estero ... Parte bene e conferma i 3mila visitatori la 13esima edizione di Anteprima Amarone 2012 che oggi, alla seconda giornata, si chiude al Palazzo della Gran Guardia di Verona L’Anteprima è promossa dal Consorzio di tutela dei vini della Valpolicella
Quest’anno i produttori sono una ventina in più a quota 74 in primo piano le degustazione della nuova annata del 2012, ma anche quelle storiche. Ieri, all’inaugurazione,l’annuncio che il 2012 ha conquistato le 4stelle,un’annata molto calda con note di grande concentrazione che, secondo i produttori, darà maggiore appeal internazionale.
I numeri danno ragione al grande Rosso veronese che chiude il 2015 con un fatturato di 310 milioni, in crescita del 6%. L’appeal dell’Amarone è più forte all’estero dove si ritaglia il 60% del fatturato con circa i milioni di bottiglie. “Per le aziende - spiega Denis Pantini di Wine monitor Nomisma - i mercati di punta sui quali investire nella promozione dell’Amarone sono Stati Uniti, Cina, Russia e Canada. Aree queste, assieme al Nord Europa, dove si concentra il 60% dell’Amarone della Valpolicella. D’altronde, il 45% dei produttori ritiene che all’estero si spuntino prezzi mediamente più alti, spesso più elevati di oltre il 10%”.
“Abbiamo notato che le vendite tendono a privilegiare le bottiglie da quattro anni d’invecchiamento in su, le più costose - osserva Olga Bussinello direttore del Consorzio -. E un segno importante che la denominazione sta rispondendo positivamente alle richieste di qualità del mercato. Tanto che Anteprima Amarone 2017 potrebbe avere un giorno in più, dedicato ai buyer”.
Alla manifestazione veronese non partecipano alcune cantine blasonate, le 12 che fanno capo alle Famiglie dell’Amarone d’arte: per esempio, Masi, Allegrini, Tedeschi, Tommasi. Le famiglie rimproverano al Consorzio lassismo nella tutela internazionale della denominazione, una voglia di aumentare gli ettari e reclamano nonne più rigide. Sulle bottiglie le Famiglie dell’Amarone appongono un ologramma (una “A”) che garantirebbe l’alta qualità.
Il Consorzio ha invece deciso di ricorrere alle carte bollate citando in giudizio (a inizio febbraio la prima udienza al tribunale di Venezia) le Famiglie dell’Amarone d’Arte per utilizzo “abusivo” del nome Amarone. “Non voglio certo mettere in discussione le capacità commerciali delle aziende delle Famiglie - ammonisce Bussinello - ma prima si rispettano le regole e poi si cercano spazi di negoziazione”.

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