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Il Sole 24 Ore

Rush finale per il testo unico del vino ... È corsa contro il tempo per il Testo Unico del vino. Nonostante sia stato presentato per ben due volte in occasione delle ultime due edizioni del Vinitaly di Verona, il provvedimento, 89 articoli che promettono di abbattere almeno del 50% gli attuali adempimenti cartacei in carico alle aziende, ancora non vede la luce. E il tempo stringe, perché i produttori vorrebbero fortemente che le nuove semplificazioni entrassero in vigore per il momento più impegnativo per la vita delle aziende vitivinicole: la vendemmia. Magari già la prossima.

Il disegno di legge, messo a punto dalla Commissione Agricoltura della Camera dopo aver ottenuto i pareri positivi dalle Commissioni Ambiente, Politiche europee, Giustizia e Attività produttive di Montecitorio è attualmente all’esame della “Bilancio” dalla quale deve incassare il via libera prima di tornare alla Commissione Agricoltura della Camera dove sembra avere i numeri per essere approvato in sede legislativa e quindi diventare legge senza passare dall’Aula. “Dalla relazione tecnica, appena diramata, non sembrano emergere rilievi significativi - spiega il relatore del provvedimento e vicepresidente della Commissione Agricoltura di Montecitorio, Massimo Fiorio (Pd) -il che lascia immaginare che se ci saranno i numeri alla Camera, e successivamente anche al Senato, in dieci giorni potremmo avere il provvedimento approvato. Ma restano alcune limature da

fare. Piccole cose rispetto al lavoro già fatto e sarebbe imperdonabile se si perdesse ancora tempo”.

Il Testo contiene diversi punti di rilievo. A cominciare dal principio guida del “controllo unico in azienda” da definire attraverso un accordo preventivo, tra gli organismi deputati alle verifiche in modo da evitare le duplicazioni. Ma molto importanti sono anche le novità sotto il profilo sanzionatorio con l’introduzione del principio del ravvedimento operoso che consente al produttore, in caso di irregolarità formali, di sanare la propria posizione pagando 1/8 della multa. “Ma fondamentale aggiunge Fiorio - è anche l’estensione dei termini per le rifermentazioni ai vini fermi. Una pratica enologica oggi in Italia riservata solo agli spumanti ma consentita ai vini francesi e spagnoli che hanno così goduto finora di un vantaggio competitivo rispetto ai nostri. Col Testo Unito questo gap viene colmato”.

Ma allora cosa manca? “Il nodo principale - conclude Fiorio - riguardala scelta dell’ente di certificazione nelle aree nelle quali insistono più Doc, come nel Nord Est con Prosecco e la Doc delle Tre Venezie. Sembra che un’intesa tra gli enti di certificazione sia stata raggiunta. Ma senza accordo la scelta spetta alla regione interessata. Vediamo”.

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