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Il Sole 24 Ore

Il buon vino scorre anche su internet ... La vendita del vino online in Italia è andata più a rilento rispetto all’e-commerce generale, a causa dell’iniziale diffidenza dei consumatori. Ma adesso sta prendendo il volo. Secondo una ricerca diffusa durante l’ultimo Vinitaly, nel 2015 le vendite online sono cresciute almeno del 20%, addirittura del 24% da cellulare. Ma c’è da fidarsi? “Direi di sì - spiega Slawka Scarso, esperta di comunicazione gastronomica e autrice di “Marketing del vino” (collanaMdb) -. Non bisogna pensare che il vino che troviamo online sia sottocosto o di scarsa qualità. E anche sulla corretta conservazione delle bottiglie che arrivano a casa dovremo stare tranquilli. I grandi operatori online dispongono di sistemi di stoccaggio avanzati oppure fanno solo da tramite tra la cantina, dove il vino è tenuto ad hoc, e il consumatore”. Oggi il modello di business di questo commercio si è evoluto. All’inizio si trovavano solo i siti di vendita tradizionale. Tra i nomi più importanti vanno citati Callmewine, Tannico, Doyouwine, Vino.it. Quest’anno anche Amazon è sbarcato nel segmento, introducendo nel suo sterminato catalogo la sezione Vinitaly Wine Shop, che ospita i prodotti di oltre 500 cantine, 300 denominazioni e 700 vini, tutti italiani. In questi portali si sceglie e si compra pagando con carta, bonifico o Paypal, di solito scegliendo tra un assortimento vastissimo che copre tutte le regioni d’Italia. Le spese di spedizione si azzerano se si raggiunge una spesa minima, ma quasi sempre è possibile prendere anche pochi pezzi. Accanto a questi, stanno prendendo piede i siti che organizzano gruppi d’acquisto, tra cui il più noto è Vinix. In questo caso un produttore propone la vendita di una certa bottiglia, garantendo uno sconto qualora si raggiunga un numero minimo. Sul sito la comunità si organizza in un gruppo per raccogliere le manifestazioni d’interesse e solo quando si raggiunge la soglia viene concluso l’acquisto dalla cantina e la rivendita agli iscritti: Ora stanno nascendo anche esempi di nicchia, come Mytailoredwine.com, che consente di creare il proprio vino più su misura. Si sceglie il territorio, il tipo di uva e di vino, l’affinamento, ma si può anche selezionare il tipo di bottiglia, imprimere un’etichetta personalizzata e garantire un numero minimo di bottiglie (la fornitura standard è da 300). Terminato l’ordine, non resta che aspettare i mesi necessari per la produzione e si riceve tutto a casa Quest’anno è sbarcato in Italia anche Vivino, marchio legato a un’app molto nota tra gli appassionati, che permette di leggere il codice a barre di una bottiglia con lo smartphone e conoscere immediatamente giudizi e recensioni dei consumatori. Da quest’estate sul nostro mercato si occupa anche di vendita, con la formula delle promozioni: periodicamente contatta via mail gli iscritti e propone un prodotto particolare. Ma qual è la vera forza della vendita online? «A spingere il consumatore non è tanto la ricerca di un prezzo scontato, quanto la varietà. In Rete, con un paio di click, si possono ordinare bottiglie difficili da trovare, anche se nella maggioranza dei casi si trovano vini appena disponibili nell’annata in corso. Chi cerca vini invecchiati si rivolge di preferenza alle enoteche”. E per chi è alle prime armi? “A livello di prodotto, se vogliamo testare un sito, meglio partire comprando qualche bottiglia divino da tutti i giorni. Se poi ci si trova bene, si può salire di qualità. Proprio come quando si investe, si inizia con il basso rischio. Prima di iniziare, meglio leggere le condizioni di vendita e vedere se queste offrono magari opportunità di recesso migliori rispetto a quelle minime garantite per legge. E si può testare l’assistenza del sito inviando dubbi o domande prima dell’acquisto, per vedere se la risposta è celere ed esauriente”.

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