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Il Sole 24 Ore

Vino, la semplificazione resta al palo … Settori. Dopo il Testo Unico operatori in attesa dei decreti applicativi: difficile utilizzare le norme per la vendemmia 2017... Una rivoluzione in stand by. L’approvazione del Testo Unico del vino lo scorso 28 novembre è stata salutata con grande soddisfazione dalla filiera vitivinicola e dai parlamentari di ogni schieramento che ne hanno seguito l’iter. A gennaio la pubblicazione in Gazzetta del provvedimento che secondo i calcoli di Coldiretti promette di dimezzare la burocrazia nel settore vino. Da allora però più nulla. Il Testo Unico è tutt’altro che operativo. Anzi, soprattutto le disposizioni con il maggior contenuto di semplificazione attendono di essere definite nei dettagli con decreti applicativi a cominciare dalle novità sulla produzione attese per la prossima vendemmia. Ma delle istruzioni operative nessuno sa nulla. Le organizzazioni di agricoltori e imprese si sono già confrontate sulle priorità. Secondo gli operatori occorrerebbe dare la precedenza ai decreti sullo schedario vitivinicolo (risolvendo le difformità tra Mipaaf e Regioni), ai controlli dei vini Dop e Igp e ai sistemi di certificazione alternativi ai contrassegni di Stato. “Come Ispettorato controllo qualità - spiega il capo dipartimento Mipaaf, Stefano Vaccari - abbiamo diramato il 30 dicembre, una circolare esaustiva”. Una risposta che non convince però le imprese. “La circolare della repressione frodi non risolve il tema della revisione del piano dei controlli dei vini Dop e Igp - dice il segretario generale dell’Unione italiana vini, Paolo Castelletti -. Un aspetto cruciale dal quale discendono importanti semplificazioni per le imprese”. “Dopo tre anni di lavoro sarebbe davvero un peccato lasciare queste misure sulla carta - aggiunge il responsabile vino di Coldiretti, Domenico Bosco -. Ci sono regole, come quelle sul funzionamento dei consorzi, che richiedono un approfondimento, ma altre vanno varate al più presto. Come le novità sulla certificazione, che prevedono per le Dop più piccole la possibilità di ricorrere all’auto certificazione o all’analisi dei rischi. E occorre rendere operativi i sistemi alternativi di tracciabilità, come l’autorizzazione alla stampa dei contrassegni per tipografie che si affianchino al Poligrafico dello Stato. Tutti elementi che possano allargare la concorrenza in ambiti importanti riducendo i costi per gli operatori”.

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