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Il Venerdi' Di Repubblica

La bottiglia - Un grande vino salvato da un sogno: la caparbia di un viticoltore sardo ha preservato il Boghes. Che ora è un must ... Gli brillano gli occhi mentre ci accompagna nella nuova cantina-cattedrale. Umile e orgoglioso, Giovanni Cerchi da Usini (Sassari). La cantina era il suo sogno. Adesso ha molto aiuto: dal figlio Salvatore, dalle figlie Annalisa e Grazia, dal genero Franco. Ma quando ha cominciato faceva tutto da solo. Anche “andare in continente” a proporre il suo Vermentino e il suo Cagnulari (vitigno di valore, ma oggi sarebbe estinto se non l’avesse salvato lui). Grazie, non interessa, i vini sardi non vanno, gli rispondevano. Ve li lascio da assaggiare, poi mi direte. Dopo una settimana arrivavano gli ordini. Da allora i Vermentino sono diventati tre, e tre i rossi (Cannonau, Cagnulari e Luzzana), più uno prodotto solo nelle grandi annate, Soberanu (sovrano, superiore), di solenne impatto gustativo. Dei Vermentino, il Tuvaoes è un prima categoria. E questo Boghes è un altro centro. Uve selezionatissime, vinificazione e maturazione in barrique (solo un 10 % in inox), affinamento in bottiglia per 8 mesi. Nel bicchiere, colore paglierino squillante, profumi voluminosi (frutti bianchi, spezie gentili) di fascino intenso, con bella corrispondenza al gusto, appagante, vellutato. A Novara da Lombardi, a Roma da Amarchetti, a Cagliari all’Enoteca Cagliaritana sui 17 euro.

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