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Il Venerdi' Di Repubblica

La bottiglia - Il filorosso (del merlot) che unisce Italia e Francia ... Si definiscono “un gruppo”. Sono imprenditori, chi nel ramo tessile chi nei trasporti, chi lavora in Borsa chi fa il vivaista. Italiani e francesi. Presidente, Giampiero Jelmini. Filo rosso che accomuna tutti: il piacere del vino, berlo e anche farlo. Per cinque di loro la seconda esperienza: sono proprietari anche della “Vinai dell’abate”, ex Abbazia di Rosazzo, Friuli. Il raddoppio dell’avventura in Sicilia. Baglio delle Cicale è a poco distanza dal mare.

Nell’incanto della vegetazione mediterranea, tra olivi e fichi d’india, la vite è regina, nelle varietà indigene (Grillo, Nero d’Avola) e internazionali, ormai di diritto “residenti” grazie agli eccellenti risultati in tutta l’isola. Il maestro di cantina, Lucio Toniutti, è friulano. Buoni interpreti di sicilianità i vini. Iddu è il bianco fragrante, da uve Grillo in purezza. Uzeda assembla il calore del Nero d’Avola con la compiutezza del Cabernet Sauvignon. Il Syrah non ha appellativi ma può sedurre gli appassionati di questo cultivar.
Infine, ma è stata la prima creatura (nel ’99), questo Merlot battezzato come la cantina. Affascina il bouquet, fresco di frutti rossi neri. Al palato è avvolgente, morbido e insieme grintoso, di carattere. A Milano da Ombre Rosse, a Roma da Costantini. Sui 20 euro.

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