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Il Venerdi Di Repubblica

Sul Vulture, tra le vigne di Aglianico, volteggia un Grifalco ... Lui era in Marina e lei faceva la fotografa. Oggi, vignaioli autodatti, producono questo rosso da podio... Il grifo è simbolo di Montepulciano, il falco è frequente nel cielo di Venosa. Fabrizio Piccin sintetizza nel nome di questo vino, Grifalco, le tappe principali del suo percorso di vignaiolo. Prima di diventarlo lui, romano, era in Marina e sua moglie Cecilia Naldoni era fotografa.
A Montepulciano avevano la casa delle vacanze, con un fazzoletto di terra (mezzo ettaro) che li ha fatti diventare “malati di vigna”. Autodidatti, in pochi anni hanno raggiunto l’alta classifica del Vino Nobile. Al cambio di millennio si rimettono alla prova in un’altra realtà, la Basilicata del Vulture. Incantati da vigneti di collina carichi di anni (alcuni più di 50) curati da mani sapienti, e da un vitigno, l’Aglianico, di enormi possibilità. La proprietà, 16 ettari, è divisa in 4 appezzamenti (a Venosa, Ginestra, Rampolla e Maschito). In aprile sarà pronta la nuova cantina.
In attesa di una speciale selezione da vecchie vigne, il Grifalco è l’unico vino aziendale. Ecco il 2004, fermentato e maturato in barrique (20 per cento) e in inox. Schietta espressione di Aglianico, ha struttura, eleganza. Colore rubino scuro, pienezza aromatica giocata tra frutti neri e rossi, mineralità, spezie. Ha polpa e persistenza. A Rimini all’enoteca Arlotti, a Napoli all’enoteca Danilo Marra, sui 10/11 euro.

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