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Il Venerdi Di Repubblica

Alcol e strade, il Nord Europa ci dà lezioni ... In questa rubrica evito solitamente di fare nomi. Ma voglio nominare in uno slancio di gratitudine il collega Beppe Severgnini, perché nel Corriere (26 febbraio) ha reso di pubblica ragione alcune cifre che ignoravo, e che ritengo molto interessanti. Eccole: tra il 2002 e il 2004 solo il tre per cento degli italiani che guidano l’automobile sono stati controllati con l’etilometro, cioè con lo strumento che misura la quantità di alcol nel sangue, contro una media europea del sei per cento, e contro, udite udite, un trentotto per cento dei Paesi più severi. Che sono, ovviamente, anche i più civili. Non solo: in Francia si effettuano 7-8 milioni di controlli ogni anno (e il numero degli incidenti, aggiungo, è diminuito), in Spagna 3-4 milioni: da noi, 200 mila. Così si spiegano le stragi del sabato sera: quelle poche ore nel corso della settimana in cui succedono tanti orrori. Sono cifre impressionanti, Chiunque conosca i Paesi del Nord sa quanto sia diffuso, lassù, il timore, anzi il terrore, dei controlli della polizia, alla ricerca di chi abbia bevuto un bicchiere di più, o un bicchiere in assoluto. In ogni riunione conviviale si scopre sempre che c’è chi beve solo acqua, o aranciata: a turno, nei vari gruppi, uno degli ospiti si vota all’astinenza perché guiderà l’automobile per portare tutti a casa.
Perfino due bicchieri di birra, che fra le bevande alcoliche può essere considerata la più innocua, sono esclusi. E si mettono in vendita qualità di birra prive di alcol. In Svizzera, e forse in altri Paesi di cui non so, è vietata la vendita di bevande alcoliche, birra compresa, in autostrada. L’alcol ha su chi guida vari effetti negativi. Riduce la capacità di valutazione dello spazio e del pericolo. Inoltre può indurre a prodezze: come certo succede nelle serate, e nelle nottate, dei nostri ragazzi. E poi c’è, lo sappiamo, il problema della droga. Perché si fanno, in Italia, scarsi controlli? Perché siamo sempre in coda alle classifiche di civiltà? Può darsi che siano meno numerosi gli agenti disponibili. Può darsi che quelli disponibili siano destinati ad altre funzioni. Forse è il caso di rivedere le strategie. L’uso delle cinture di sicurezza è importante. Sono importanti i limiti di velocità. Ma l’automobilista che va a 100 chilometri l’ora quando il limite è 80 non mi sembra molto pericoloso. Chi guida essendo ubriaco, o anche solo euforico, è per la comunità un pericolo assai più grave.

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