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Il Venerdi Di Repubblica

Quando la storia è di casa ... Una mostra e un libro: così gli Antinori festeggiano i 500 anni del palazzo di famiglia... La casa come simbolo di potere e di prestigio sociale: a rendere di attualità il classico tema c’è la circostanza di un anniversario, i cinquecento anni di possesso di palazzo Antinori, ovviamente da parte della famiglia che gli dà il nome.
L’edificio è una delle più belle testimonianze di quel periodo fiorentino in cui le famiglie, grandi o in ascesa, desideravano attestare il proprio successo con dimore grandiose. Il periodo in cui è stato costruito, infatti, è la seconda metà del XV secolo, lo stesso in cui Luca Pitti diede il via ai lavori (per l’esattezza, era il 1457) del palazzo che oggi ospita la Galleria Palatina, uno dei momenti d’oro della storia italiana, in cui il ceto dei mercanti si imponeva come nuovo motore della società civile. Mercante era Luca Pitti e mercanti erano gli Antinori (prima di lane e sete, poi, già dal 1385, di vini, come documenta l’iscrizione all’arte dei Vinatteri), che comprarono il palazzo, all’epoca Boni, per quattromila fiorini.
Dagli Antinori, che festeggiano i cinquecento anni con una mostra (Per Bacco!, nel loro palazzo, tino al 13 luglio) e con un libro, ci giunge un bell’esempio di costanza e perseveranza. Viene da sottolineare la metaforica analogia fra lo stile familiare e la facciata del palazzo.
Gli Antinori, infatti, in quest’epoca di sovraesposizioni mediatiche, continuano a vivere e a lavorare in esemplare discrezione, concretamente legati alla terra, perseverando da ventisei generazioni nella cura delle loro attività e del loro palazzo, splendidamente conservato. Analogamente, la facciata dell’edificio è austera, tipicamente fiorentina, con il primo piano alto quasi senza finestre, priva di balconi e altri elementi aggettanti, dettaglio che ne sottolinea implicitamente il carattere schivo e introverso.

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