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Il VenerdÌ Di Repubblica

Quella vite che non dà vino ma fa rosso d’autunno ... Belli i colori autunnali delle foglie, le uniche insieme alle bacche, a rallegrare la stagione. Quando le fioriture cominciano a impoverirsi, ci accorgiamo che anche i gialli e i rossi delle foglie, prima della caduta, creano una magnifica tavolozza. Alberi e arbusti prima trascurati perchè sono verdi, ora si fanno notare. E così avviene anche per un rampicante di cui si parla poco - rispetto alla popolare vite del Canada - che cresce vene in piena terra. Generoso e robusto, rapido nella crescita, così poco esigente che anche un principiante può coltivarlo: la Vitis Coignetiae, conosciuta in Europa nell’Ottocento. Appartiene alla famiglia dell’uva nostrana, ma il suo grappolo non è buono per il vino. Sarà per questo che in Italia la si coltiva poco, mentre in Inghilterra, dove hanno rinunciato a produrre vino dall’Ottocento a causa della fillossera che distrusse tutti i vigneti, è molto popolare con il nome di Crimson Glroy Vine? Comunque la pensiate, soffermatevi sulla dimensione delle foglie a orma di cuore, grandi oltre venti centimetri, riflettete sulla magnifica colorazione rossa con qualche striatura color crema che, da novembre in avanti, fiammeggia sulle facciate delle case, osservate la trasformazione che provoca sugli alberi di poco pregio ai quali viene abbinata, crescendo rigogliosa senza disturbarne le radici, ammiratela sulle pergole come sui muri di cinta. E’ un vero spettacolo. Originaria del Giappone, conosciuta come yama-budo e diffusa in altri Paesi orientali, non ama i climi troppo caldi, non vuole acqua abbondante; si moltiplica per talea legnosa nel mese di ottobre, e se non gela, anche ai primi di novembre. Non tentate di coltivarla in vaso o su un terrazzo: qui non cresce bene e le radici rischiano di infiltrarsi nel pavimento. Per distinguerla da rampicanti simili, molto comuni nei vivai, bisogna controllare il retro della foglia: se al tatto è leggermente pelosa, sarà quella che stiamo cercando.

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