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Il VenerdÌ Di Repubblica

La bottiglia ... Il Moscato che in salita vede rosa... Fu nientepopodimeno che all’imperatore Francesco Giuseppe I d’Asburgo Lorena che il trentino Roberto Zeni chiese il permesso di aprire un’osteria vicino al ponte sull’Adige. Accadeva in Sudtirolo nel 1882. Da allora il vino, in larga parte Teroldego, fu destinato all’uso interno. Fino al 1975, quando i fratelli Roberto e Andrea Zeni, studenti alla scuola enologica di San Michele, riempirono un migliaio di bottiglie: un esperimento dettato dalla curiosità. Terminati gli studi, i due fecero invece tutto sul serio, puntando da subito sulla qualità. Che possiamo apprezzare anche oggi, negli Spumanti Trento Classico, nei bianchi e nei rossi fermi. Noi vi raccontiamo il Moscato rosa, che nasce nel vigneto Maso Nero, 12 ettari sulla collina di Sorni. Vigneto difficile (pendenza media del 47 per cento) e vini di forte impatto. Il Moscato rosa, dal vitigno omonimo, è raccolto in due tempi: a metà settembre (le uve appassiranno nel fruttaio) e ai primi di novembre. Rosso rubino intenso, bouquet in cui domina la rosa canina, con sentori di cannella e chiodo di garofano. A Padova da La mia cantina, a Roma da Lucantoni sui 16 euro la bottiglia da 375 centilitri.

Moscato rosa

2009

Zeni

San Michele all’Adige (Trento)

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