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Il VenerdÌ Di Repubblica

I vini dell’“altra Toscana”,
quella che affaccia sul mar
Tirreno, si organizzano, si
fumino conoscere e anche fotografare.
In occasione dell’evento
Anteprima - Vini della Costa Toscana,
che si terrà al Real Collegio
di Lucca il 10 e 11 maggio, 65
produttori delle province di
Massa Carrara, Lucca, Pisa, Livorno
e Grosseto hanno posato
davanti all’obiettivo di un loro
“collega”, il fotografo Oliviero
Toscani, viticoltore dal 2000. Ne
è nato, appunto, un libro di ritratti,
che per, Toscani dice molto
dell’Italia: “Sono volti di persone
speciali elle sentono la fatica del
produttore nel nostro Paese. Dove
da un lato ci sono le eccellenze,
gli individui che provano a dare
il meglio di sé, dall’altro un sistema nazionale vergognoso, che
non ti aiuta in nulla. Tutto ciò che
funziona è delegato all’iniziativa
dei singoli, conte questi produttori,
che, caso rarissimo, si sono
messi d’accordo, lasciando da
parte le loro differenze”.
È proprio l’Associazione
Grandi Cru della Costa Toscana
a organizzare l’evento lucchese,
giunto alla 13esima edizione,
elle prevede degustazioni,
dibattiti e show cooking con
granai chef toscani elle lavorano
in tutto il mondo (ospite
d’onore sarà inoltre la regione
spagnola della Galizia).
Per approfondire questo
doppio volto dell’Italia, tra eccellenza
e disillusione, il fotografo
]ta chiesto allo storico dell’arte
Salvatore Settis di raccontare
nel libro la bellezza del Paese, e
al giornalista Francesco Merlo
la difficoltà e le contraddizioni
del vivere in Italia. “A cominciare
dal sole stesso”, ci spiega
Merlo: “Fa tanto bene al vino,
ma con l’estate disvela le grandi
tragedie italiane, dalle famiglie
che litigano in vacanza al mare
trasformato in cloaca ai cattivi
pensieri sotto l’ombrellone”.
Merlo, nel sito intervento,
racconta 2 episodi degni di
riflessione : quegli studenti di
tana università ciel gusto francese
else, messi davanti a un
vino bianco e tino rosso, non
seppero riconoscere che il secondo
era in realtà sul bianco
tinto; e quell’anfora ritrovata in
tiri relitto in Sicilia, contenente
un vino di 900 anni, suggestivamente
subito definito “il più
antico ciel inondo ”, che una volta
assaggiato si rivelò una solenne
porcheria . “Sono due
episodi elle rafforzano in me la
cultura dello scetticismo” spiega
Merlo “e che possono insegnare
anche ai grandi esperti di
vino, a quelli elle celebrano il
passaggio dall’homo sapiens
all’homo bibens, a non prendersi
troppo sul serio”.

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