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Io Donna

L'arte del vino ... Un itinerario nella Sicilia meridionale. Da est a ovest, alla scoperta di vigneti, antichi bagli e casali, terre rosse e sabbiose a poca distanza dal mare. Che si animano di colore e calore durante il millenario rito della vendemmia. Lo raccontano le immagini e le opere di Otto artisti protagonisti del viaggio e il testo di un giornalista-scrittore agrigentino. Che confessa di non sapere molto dei vini siciliani ma conosce profondamente la sua terra... So poco dei vini siciliani. Essendo andato via dalla Sicilia da una trentina d’anni, non ho avuto modo di registrare i tanti passi avanti che in questo arco di tempo l’isola ha fatto, al punto da essere, oggi, considerata una tra le più rinomate cantine d’Italia. So poco e, di conseguenza, sull’argomento mi piace lavorare di fantasia, partendo comunque dalla cosa più concreta che in natura vi sia: il paesaggio. Il vino viene da una pianta e le piante sono - o dovrebbero essere, e in natura lo sono certamente - espressione di un luogo, secondo i condizionamenti della latitudine e del conseguente clima. Se è cosi, se un vino si può definire tenendo conto anche del paesaggio in cui la vigna lo produce, deve esserci una non trascurabile differenza tra quello che si ricava, poniamo, nelle campagne occidentali della Sicilia e in quelle orientali, con un’ulteriore differenza per quanto riguarda il quadrante sud-est dell’isola (la zona che comprende le province di Ragusa e Siracusa, perché in questa parte di Sicilia cambia la luce, la pietra e l’uso che di quest’ultima paesaggisticamente e urbanisticamente si può fare).
Sarà un vino più allegro e comunicativo, quello prodotto sulle pendici dell’Etna, tutt’intorno a Catania; allegro, aperto e comunicativo come la gente che abita quei luoghi, a differenza di quello spillato dalle botti messe a dimora nella Sicilia interna e in quella che, a occidente, comprende le province di Palermo e Trapani.
Qui si avrà un vino più austero, forte, un po’ chiuso nel suo aroma sussiegoso. Non sto inventando niente. In una diffusa rivista francese pubblicata di recente, un’inchiesta dimostra quanto incida il paesaggio sulla diversa qualità dei vini, dall’Alsazia alla Borgogna, dalla Linguadoca alla Loira. A Siracusa, di fronte al suo mare “greco” sotto quella luce che davvero pare denudarci, ci si immagina con in mano un calice di fresco vino bianco; nelle campagne di Sambuca di Sicilia, nel cuore riarso dell’isola, è un vino rosso e vigoroso a venire in mente, così come tra i paesi arroccati sui monti sicani e che, come Contessa Entellina, conservano le loro lontane origini albanesi.
Da tutt’altra parte, a Modica e a Scicli, i paesi prediletti da Vittorini, il vino ricorda - questo l’ho sperimentato - il carrubo e il gelso. Il piacere del vino, la cultura del vino, la vitivinicultura, come gli addetti al settore usano dire, in Sicilia sono conquiste recenti. E in questo campo, a differenza di altri, sono state bruciate le tappe, con il raggiungimento di livelli qualitativi di produzione sbalorditivi. Fino a una quarantina d’anni fa in Sicilia si beveva (quando si beveva) senza chiedersi che cosa contenesse il bicchiere. Non starò qui a elencare le ragioni storiche e ambientali - del resto stranote - per cui la cultura del vino in Sicilia è arrivata tardi (fanno discorso a parte le intraprese degli inglesi in questo campo). Quel che conta è registrare questo nuovo elemento del paesaggio siciliano che ora alcuni pittori sono chiamati a documentare artisticamente, cosi come qualche anno fa, in maniera più appartata, fece un pittore cefaludese, Ignazio Camilleri, un paesaggista dalla struggente tavolozza e amabilmente visionario.

Un progetto per l’arte e il territorio

È ormai un appuntamento annuale il Viaggio in Sicilia, progetto nato dall’amore per l’arte e la loro terra di Francesca, Alessio e Santi Pianeta, anime giovani dell’omonima azienda vitivinicola siciliana. Realizzato in collaborazione con l’Associazione Nuvole, il viaggio - è ora in corso la terza edizione - vede la partecipazione di Otto artisti, sette pittori e un fotografo, che percorrono tutto il sud della Sicilia toccando le quattro tenute: Pianeta di Noto, Vittoria, Menfi e Sambuca. A fine percorso gli artisti raccolgono le impressioni ricavate dai paesaggi e dalla realtà sociale in cui sono stati immersi in opere che verranno poi esposte in mostra collettiva. Il viaggio raccontato in queste pagine si è svolto a settembre dello scorso anno. Le opere che lo illustrano, dalle fotografie artistiche di Sandro Scalia ai quadri dei pittori Alessandro Bazan, Sandro Bracchitta, Raffaele Bueno, Stefania Fabrizi, Nathalie Grenier, Catherine Keun e Croce Taravella, sono state esposte a Palermo nella splendida cornice del complesso di Santa Maria dello Spasimo. Attualmente sono visibili a Palazzo Planeta, la dimora di Menfi che la famiglia Planeta ha donato al Comune e che è ora sede di un centro multiculturale che ospiterà tutta la collezione d’arte.

Informazioni
Le cantine Planeta aperte al pubblico sono l'Ulmo a Sambuca e Dispensa e Segreta a Menfi. All'Ulmo è possibile anche scegliere e acquistare vino. Le cantine di Buonivini a Noto (Sr) e di Dorilli a Vittoria (Rg) sono visitabili solo su richiesta. Tutte le visite guidate e le degustazioni devono essere prenotate e confermare due giorni prima.
Per la richiesta, email visits@planeta.it o fax 091-6124335.
Per ulteriori informazioni, www.planeta.it
(arretrato di Io Donna del 20 ottobre 2006) 

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