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Alcol, test per tutti ... I controlli con l’etilometro sono raddoppiati. E la polizia stradale intensifica le campagne per i giovani. Che al mare e fuori dalle discoteche troveranno il kit del “palloncino” fai-da-te… Emergenza nazionale, stragi del sabato sera, tolleranza zero. Il problema della sicurezza sulle strade ha tenuto banco in questo scorcio d’estate. Lo confermano i dati relativi ai primi sette mesi del 2007: 5.500 i morti sulle strade, per un terzo giovani tra i 16 e i 29 anni. Secondo il ministero della Salute, quasi la metà degli incidenti e le conseguenti morti sono causati dall’abuso di alcol.
Sul fronte politico i ministri di Giustizia e Trasporti lavorano a un nuovo disegno di legge sulla sicurezza stradale molto articolato e severo. La ministra della Salute, Livia Turco, propone come per le sigarette di applicare sulle bottiglie di alcolici etichette choc che mettano in guardia dall’abuso, mentre il Viminale rende noto che i controlli con l’etilometro nei primi sei mesi del 2007 sono quasi raddoppiati rispetto allo stesso periodo del 2006 (197 mila contro 104 mila). Per sensibilizzare i giovani sui rischi della guida in stato di ebbrezza sono state lanciate anche quest’estate diverse campagne di informazione. Quella della Polizia stradale in collaborazione con l’Ania (l’Associazione delle imprese assicuratrici) si intitola Guido con prudenza e usa slogan come “Frena l’alcol, metti in moto la vita” o “Fai come noi: divertiti, ma se guidi non bere”.
Fino a fine agosto su tutto il territorio nazionale all’ingresso dei locali che aderiscono all’iniziativa (in particolare le discoteche) i ragazzi sono invitati a nominare il proprio Bob, o “Guidatore designato”: quello del gruppo che non berrà per riaccompagnare a casa in sicurezza gli amici. Bob verrà identificato da un pin e, se manterrà l’impegno, alla fine della serata riceverà un premio. All’esterno dei locali i ragazzi troveranno stand dove ritirare l’alcoltest. Quelli che, dopo essere stati fermati da una pattuglia della stradale, risulteranno sobri, riceveranno un biglietto omaggio per la discoteca per il weekend successivo.
Un’iniziativa analoga è gestita dal Sap, il Sindacato autonomo di Polizia, che in collaborazione con l’international fitness tour - nelle tappe di Palermo, Marina di Ragusa, Reggio Calabria e Cagliari - distribuirà fino a fine agosto gratuitamente ai ragazzi kit per misurare l’alcol nel sangue. BastaUnAttimo è, invece, la campagna per la sicurezza stradale e contro le stragi del sabato sera promossa da AssoGiovani e Forum nazionale dei giovani (tra i firmatari della Carta europea della sicurezza stradale) pianificata nelle discoteche, su radio, tv e giornali.

Il commento - I messaggi utili (e quelli inutili) …
Quali caratteristiche dovrebbe avere una campagna contro gli incidenti stradali per essere efficace? Prima di tutto, andrebbe pianificata seriamente. E cioè non apparire solo ogni tanto, per qualche settimana, magari prima dell’esodo estivo o dopo una serie di incidenti eclatanti: bisognerebbe insistere almeno per un anno. Anche se la fascia d’età considerata più a rischio è quella tra i 18 e i 30 anni, una campagna va sì pensata per questo gruppo, ma comunicata a tutti - genitori, insegnanti, adulti in genere - per ottenere un “rinforzo comunicativo”: gli adulti, sensibilizzati, sensibilizzerebbero a loro volta i ragazzi. Per raggiungere i giovani sarebbe meglio evitare il terrorismo. Quei continui richiami alla morte di certi messaggi sui display delle autostrade sono inutili. La morte, anzi, in quella fascia di età richiama piuttosto i gesti degli eroi.
I ragazzi sono invece assai sensibili alla salute e all’efficienza del loro corpo, cui sono legatissimi: il dolore e la malattia li spaventano più della morte. E infatti tra le varie campagne quelle che meglio hanno funzionato sono state quelle dove ex campioni dello sport spiegavano come, dopo un incidente, non potevano più usare un braccio o camminare come prima. Occorre però un personaggio, campione, attore o cantante, con cui i ragazzi si identifichino. È anche poco efficace l’uso dell’imperativo negativo: non andare veloce, non essere imprudente. Meglio messaggi che invitino a fare, anziché a non fare (per esempio, riposati prima di metterti alla guida e simili).
Sarebbe importante, inoltre, un atteggiamento diverso da parte delle ragazze. E vero che, quando si tratta di incidenti, non sono quasi mai loro al volante; ma dato che il loro parere influenza parecchio i maschi di quell’età, perché non cercano di convincerli ad andare più piano e a non guidare dopo avere bevuto?
E poi la musica. Ascoltarla a tutto volume in auto non solo impedisce di sentire i rumori (un clacson, una sirena) ma fa muovere involontariamente il corpo, interferendo con accelerate e frenate.
La soluzione più efficace? Diffondere anche da noi un’abitudine comune in molti altri paesi: quando si esce in gruppo, c’è sempre qualcuno che non beve. Un piccolo sacrificio da fare a turno che permette agli altri di divertirsi con meno rischi. E infine: quando si tratta di incidenti stradali si parla quasi solo di abuso di alcol (forse perché per adesso è l’unico misurabile con facilità) ma non c’è solo quello. Ci sono anche le altre droghe. Rischiose quanto il bere.
(di Vittorino Andreolli, testo raccolto da Anna Maria Speroni) 

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