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IL CASO

Jacopo Biondi Santi, il Tribunale di Siena annulla il provvedimento di sequestro dell’agosto 2018

A dirlo una nota dello Studio legale e tributario Dentons: “sequestro ridotto a poco più di 1 milione di euro e per atti compiuti da soggetti diversi”
JACOPO BIONDI SANTI, Italia
Jacopo Biondi Santi, il Tribunale di Siena annulla il provvedimento di sequestro

“Il Tribunale del Riesame di Siena ha annullato il provvedimento di sequestro emesso nell’agosto 2018 nei confronti dell’imprenditore vinicolo Jacopo Biondi Santi e di alcune sue società, in relazione alla contestazione di reati fiscali operata dalla Guardia di Finanza nei confronti di tali soggetti. Infatti, a fronte di contestazioni pari ad oltre 100 milioni di euro, il Tribunale ha ridotto il sequestro a poco più di 1 milione di euro soltanto, che si riferisce peraltro ad atti compiuti da soggetti diversi dal signor Jacopo Biondi Santi e a lui non riconducibili”. Così una nota dello Studio legale e tributario Dentons, che segna un nuovo capitolo nella vicenda che ha coinvolto Jacopo Biondi Santi, negli scorsi mesi, dopo la cessione della proprietà della Tenuta Greppo, dove nell’Ottocento è nato il Brunello di Montalcino, ai francesi di Epi.
“Il Tribunale del Riesame di Siena ha quindi confermato in pieno la tesi del collegio difensivo del signor Biondi Santi - spiega ancora la nota ufficiale - costituito dagli avvocati Enrico e Lorenzo De Martino per gli aspetti penali, dal professor Giulio Andreani dello Studio legale tributario Dentons per gli aspetti fiscali e dall’avvocato Giovanni Gatteschi per quelli societari. Nella sostanza emerge, quindi, che il signor Biondi Santi mediante le proprie condotte, non ha evaso nemmeno un euro di imposta, perché, a seguito dell’emissione delle fatture ritenute (erroneamente) relative a operazioni inesistenti dalla Guardia di Finanza, il signor Biondi Santi ha sempre emesso entro i termini previsti dalla legge note di rettifica di tali fatture, eliminandone in tal modo tempestivamente gli effetti, impedendo quindi che si generasse un risparmio di imposta indebito”.
L’importo di poco più di 1 milione di euro per il quale il sequestro continua a sussistere è, infatti, dovuto alla mancata rettifica di due sole fatture, la quale è dipesa dall’impossibilità per il signor Biondi Santi di emettere le relative note di rettifica, a causa della sua sostituzione, avvenuta suo malgrado, nella gestione delle sue imprese con un amministratore esterno nominato da altri a seguito di alcune controversie familiari.
Il collegio difensivo esprime soddisfazione per la pronuncia del Tribunale di Siena che riconduce i termini delle contestazioni in un corretto ambito, del tutto opposto a quello inizialmente prefigurato.

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