Se è vero che i vini sono ambasciatori dei territorio, lo sono grazie al lavoro dei produttori che ne esaltano la qualità, ma anche grazie al lavoro di chi dà loro voce nel mondo, come critici, divulgatori, giornalisti e così via. Un lavoro che spesso viene riconosciuto all’interno del settore, più raramente viene premiato in maniera pubblica ed esplicita dalle istituzioni che rappresentano i territori stessi che, spesso, almeno per quelli strettamente legati al vino, beneficiano enormemente della notorietà che viene attribuita a vitigni, vini e bottiglie. Ma a volte, rarissimamente, succede, come nel caso di Novello, nelle Langhe, che, nei giorni scorsi, ha riconosciuto la Cittadinanza Onoraria a Ian D’Agata, celebre critico e tra i più profondi conoscitori del vino italiano, tra i primissimi ad investire sulla divulgazione dei vini e dei vitigni meno conosciuti del Belpaese (un riconoscimento andato, in passato, a pochissimi altri wine critics, come il “guru” Robert Parker, fondatore “Wine Advocate”, ma anche a John Livingston Learmouth, firma storica di “Decanter”, entrambi cittadini onorari di Châteauneuf-du-pape, o a James Suckling, tra i più celebri al mondo, cittadino onorario di Montalcino). Meno conosciuti come la Nas-cëtta, vino e vitigno autoctono e rarissimo, il bianco più raro del Piemonte, a cui Ian D’Agata ha dedicato grande attenzione, e che è stato celebrato, nei giorni scorsi, a “Nas-cëttaland Wine Festival” al Castello di Novello, alla presenza, tra gli altri dell’Assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte, Paolo Bongioanni, e dove il sindaco di Novello, Marco Pallaro, ha consegnato il riconoscimento a Ian D’Agata, accogliendo la richiesta dell’Associazione dei Produttori di Nas-cëtta del Comune di Novello, che conta 15 cantine guidate da Luciana Desanso (Elvio Cogno, Le Strette, Vietto, La Pergola, San Silvestro e Stra, Cascina Gavetta, Arnaldo Rivera, Marengo Mauro, Casa Baricalino, Massimiliano Passone, Luca Marenco, Valletti Roberta, Cogli l’Attimo e Merenda Sinoira).
“Ian D’Agata è universalmente riconosciuto come uno dei più autorevoli studiosi, divulgatori e comunicatori del vino italiano a livello internazionale. Negli anni - si legge tra, le altre cose, nella motivazioni del riconoscimento - ha contribuito a far conoscere a livello internazionale non soltanto le grandi denominazioni del territorio, ma anche quelle realtà produttive che rappresentano l’espressione più autentica della storia e della cultura locale. In questo contesto si inserisce il significativo interesse manifestato nei confronti della Nas-cëtta di Novello, vitigno che Ian D’Agata ha più volte valorizzato quale esempio virtuoso di recupero e tutela di una varietà autoctona storica, evidenziandone l’unicità, il legame inscindibile con il territorio d’origine e le potenzialità qualitative riconosciute dalla critica internazionale. L’attività di divulgazione svolta da Ian D’Agata ha contribuito in modo concreto ad accrescere la notorietà della Nas-cëtta tra operatori, giornalisti, studiosi e consumatori di numerosi Paesi, favorendo una maggiore conoscenza del territorio di Novello e del lavoro svolto dai produttori locali nel recupero e nella valorizzazione di questo importante patrimonio vitivinicolo. La sua opera ha, pertanto, generato significativi benefici in termini di promozione culturale e territoriale, rafforzando l’immagine di Novello quale luogo di eccellenza enologica, di tutela della biodiversità agricola e di valorizzazione delle tradizioni locali. Il conferimento della Cittadinanza Onoraria costituisce, quindi, il riconoscimento di un legame ideale e culturale che il dottor Ian D’Agata ha saputo costruire con la comunità di Novello attraverso il proprio costante impegno a favore della conoscenza e della diffusione dei valori che essa rappresenta. Per tali motivazioni, la Giunta Comunale ritiene di proporre al Consiglio Comunale il conferimento della Cittadinanza Onoraria ad espressione della propria gratitudine e riconoscenza al dottor Ian D’Agata, quale testimonianza dell’apprezzamento della comunità per l’opera svolta nella promozione della cultura del vino, nella tutela dei vitigni autoctoni italiani e nella valorizzazione del nome di Novello e della Nas-cëtta nel contesto internazionale”.
“Sono veramente orgoglioso e onorato - ha commentato Ian D’Agata - di aver ricevuto la Cittadinanza Onoraria dal Comune di Novello, ho ricevuto tanti premi nella mia vita e carriera dedicate al vino, ma non sono mai stato nominato cittadino onorario di nessuna città, ed esserlo a Novello, uno degli 11 comuni del Barolo, è non solo un onore, ma una grande emozione: ringrazio il sindaco Pallaro e tutta la Giunta, e l’Associazione dei Produttori di Novello per avermi voluto tributare questo onore a compimento dei miei oltre 30 anni di carriera dedicati ai vitigni nativi dell’Italia, e specialmente a quelli meno conosciuti. Ero qui nel 2014, quando l’Associazione è nata, e quando c’è stata la prima edizione della presentazione dei vini, ed oggi sono ancora qui con questa felicità incredibile, anche nel vedere come sono migliorati i vini e quanto sono cresciute le cantine, che erano 7 nel 2014 e sono 15 oggi, e stanno crescendo. Non posso dire che grazie per questo riconoscimento, è qualcosa che non dimenticherò mai, e di cui sono molto grato”.
Un riconoscimento, quello andato a Ian D’Agata, legato ad un vino e ad un vitigno, la Nas-cëtta, dalla storia peculiare. I primi documenti, nell’Ottocento, ne parlano come di un vino bianco “straordinario e squisito” che nasce nel territorio di Novello, “ove frutta egregiamente bene” da “un’uva delicatissima” vinificata dolce, e per questo utilizzato come Vino da Messa. Ma, delicato e incostante per natura, questo vitigno autoctono così difficile da coltivare nel Novecento ha rischiato quasi l’estinzione, salvo che in piccolissimi vigneti - il più antico dei quali datato 1948 - ed in sparuti filari inframezzati ad altre tipologie, mantenuti più per affetto dai contadini langaroli che per essere vinificati. Finché, nei primi Anni Novanta del Novecento, si decise di stappare alcune bottiglie del 1986 di Franco Marengo: con gli anni ed i sentori passiti, sembrava quasi un Sauternes. Fu così che, dopo la ricerca delle poche uve rimaste e la prima vendemmia, (ri)nacquero l’Anas-Cëtta del “barolista” Elvio Cogno (meno di 800 bottiglie) e le prime etichette de Le Strette di questo “vino clandestino”, il cui vitigno non era ancora iscritto al “Registro Nazionale delle Varietà di vite” e non aveva un disciplinare. Fino ad oggi, che in un territorio in cui i vini rossi fanno da padrone, la Nas-cëtta, della quale questa è la storia, ha trovato il suo posto, come un vino bianco davvero unico, il più raro del Piemonte, anche per il suo forte carattere, simbolo di un piccolo territorio vocato e della profonda cultura vitivinicola piemontese e langarola. Lanciato nel mercato nel 1994, la Nas-cëtta entra a far parte della Doc Langhe e nel 2010 ottiene il riconoscimento della Doc Langhe Nas-cëtta del Comune di Novello - uno degli 11 comuni che rientrano nella denominazione del Barolo, ndr - la cui produzione è autorizzata nel solo comune utilizzando uve Nas-cëtta al 100% in 40 ettari.
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