È la prima metà del Novecento quando, alla tenuta La Cremosina vengono rinvenute antiche bottiglie attribuite al periodo del soggiorno di Napoleone Bonaparte nella campagna di Marengo in Piemonte. Una forma che colpì Arturo Bersano, portandolo a intuire con largo anticipo come, nel vino, anche la bottiglia, con la silhouette “napoleonica”, potesse diventare un segno di riconoscibilità e valore della sua azienda. Una storia che, oggi, incontra il design made in Italy e ritorna da dove tutto è partito. Mario Di Paolo, founder del famoso studio creativo e di design Spazio Di Paolo - specializzato in wine & spirits e con all’attivo più di 300 premi internazionali tra cui il “Designer of the Year ai Pentawards” 2021 e direttore artistico di Vinitaly Design Award - ridisegna le Icone, la collezione dei vini più rappresentativi di Bersano, tra le cantine di riferimento del Piemonte, delle Langhe e del Monferrato, reinterpretando in chiave contemporanea le storiche bottiglie, che rappresentano la continuità della storia aziendale - tanto che, sul fondo è incisa la frase di Arturo Bersano “siedi, bevi e sii lieto, ave” - e introducendo il cambiamento a partire dall’etichetta. Ma la collab va oltre, perché il progetto inaugura una nuova fase dell’identità visiva della cantina e del suo brand, portando in superficie elementi autentici di una storia lunga quasi 120 anni, con un linguaggio contemporaneo.
Per Bersano, il nuovo design nasce in un momento in cui il mercato del vino chiede segnali più chiari, più forti e più coerenti. “Il consumatore beve meno, ma meglio. Cerca qualità, sostanza, bellezza, e vuole riconoscere il valore reale di ciò che sceglie. È esattamente in questo spazio, tra concretezza e desiderabilità, che Bersano vuole rafforzare il proprio ruolo”, sottolinea Federico Orione, ultima generazione, la quinta, oggi alla guida delle attività sales & marketing dell’azienda, fondata nel 1907 a Nizza Monferrato, dove controlla direttamente l’intera filiera produttiva, dalla vigna alla bottiglia, attraverso 10 tenute di proprietà distribuite tra Langhe e Monferrato, dove si coltivano i grandi vitigni autoctoni piemontesi - Barbera, Nebbiolo, Ruché, Brachetto e Moscato - e si sperimentano le varietà internazionali. Una sperimentazione che, oggi, torna da dove tutto è iniziato: la bottiglia, la cui silhouette viene ripresa e reinterpretata in chiave contemporanea. “L’imperfezione, quando nasce dalla mano dell’uomo e dalla storia, non è un difetto: è identità - spiega Mario Di Paolo, founder Spazio di Paolo - nel ripensare questa bottiglia abbiamo scelto di partire proprio da questo principio, recuperando il linguaggio autentico delle antiche bottiglie soffiate a mano. Le leggere asimmetrie che un tempo erano il segno naturale dell’artigianalità diventano oggi un elemento distintivo e riconoscibile. In un panorama dominato dalla standardizzazione, volevamo restituire unicità, carattere e autenticità a un oggetto capace di raccontare il tempo, la memoria e il gesto umano. È lì che l’artigianalità incontra il futuro, facendo dell’imperfezione un valore e della storia una continua possibilità di innovazione”.
A dialogare con la bottiglia storica è un’etichetta radicalmente nuova, sviluppata con Spazio Di Paolo. Il progetto lavora su stratificazione, matericità e sorpresa visiva: due etichette sovrapposte ne formano una sola, con un motivo traforato ispirato al pizzo che lascia intravedere il vetro della bottiglia. Carte pregiate, lavorazioni in lamina, brillantature e una capsula corta in stagno con un dettaglio ispirato alla storica sede di Nizza Monferrato completano il packaging sartoriale, elegante e sofisticato, costruito per accompagnare la bottiglia senza sovrastarla. Il risultato è un equilibrio tra storia e contemporaneità, tra memoria e innovazione. “La bottiglia ci fa riconoscere da lontano. L’etichetta avvicina, sorprende, crea relazione. La capsula lascia un dettaglio da ricordare”, ricorda Federico Orione, per il quale “il bello non è un accessorio: è parte dell’esperienza”.
Il restyling prende avvio dalle Icone, la linea che riunisce le espressioni più rappresentative del patrimonio viticolo e produttivo di Bersano. Ogni referenza nasce come interpretazione di una cascina, di un’origine, di un vitigno piemontese, in una selezione pensata per dare forma alla parte più identitaria della produzione aziendale. “Le Icone rappresentano per noi l’essenza di Bersano - prosegue Federico Orione - sono il vino più rappresentativo di ogni cascina, la selezione più chiara della nostra idea di Piemonte. Partire da qui significava lavorare sul cuore stesso del brand, aggiungendo l’ultimo tassello a un percorso di valorizzazione che parte dalla vigna e arriva fino alla percezione del prodotto”.
Nella storia di Bersano come forse in nessun altra, “la bottiglia racconta chi siamo stati - conclude Federico Orione - è un segno forte, riconoscibile, profondamente nostro. Riprenderla oggi non significa guardare indietro, ma dare nuova forza a un elemento autentico della nostra identità”. Il redesign delle Icone inaugura una fase più ampia di evoluzione dell’identità Bersano: una direzione che toccherà progressivamente prodotto, linguaggio, distribuzione, spazi e relazione con il consumatore, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo della cantina come interprete contemporaneo del patrimonio vitivinicolo piemontese. Bottiglia dopo bottiglia.
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