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L'espresso

Dai tortellini ai sofficini - Gli italiani si voltano. A guardare indietro, a come erano. A come mangiavano: per capire come saremo. Si chiama “CUCINieri oggi e domani” la mostra multimediale sull’Italia che mangia, che apre a Bologna al Parco Nord il 28 agosto, durante la Festa dell’Unità. Articolata in cinque sezioni (Dopoguerra; Boom; anni ’70 e ’80; tra fine e inizio secolo; i prodotti simbolo), riproporrà le famiglie patriarcali di una volta, dell’Italia contadina, e le tavole magre messe insieme con le tessere annonarie; i pasti scanditi dalle canzoncine di Carosello e i primi cibi addizionati di coloranti, che portano nuove curiosità e nuove paure. Gli Ogm erano ancora di là da venire. Però stavano arrivando i sofficini, zii nemmeno troppo alla lontana dei quattro salti in padella, che oggi fanno il ricettario segreto del single perfetto, ma anche di nonne stanche di preparare manicaretti, finalmente egoiste ed emancipate. Attraverso la storia dell’Italia che mangia, passa la nostra storia recente. Quella che ci vede oggi americanizzati nelle abitudini e insieme globalizzati. Tentati dal prodotto tipico come il lardo di Colonnata, ma poi incapaci di riconoscere quello vero. Cultori del bere bene, ma disposti a mandar giù “alcopops”. Solo due generazioni separano l’Italia della fame da quella dell’abbondanza: ma sembra un secolo.

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