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L'espresso

Gusti e tendenze - Chi è lo chef del reame? Francese o italiana. Catalana o australiana. Ecco dove si mangia meglio nel mondo. Seguendo i consigli dei più grandi cuochi ... Quella francese resta una cucina dalla quale non si può prescindere dal punto di vista della tecnica”, nota Vizzari: “La Francia è in grosso movimento, anche se i giovani faticano a emergere perché i mostri sacri sono sempre in prima fila. Ma è una cultura ineguagliabile: c’è più abilità e finezza in un classico beurre blanc che in tutte le schiume al sifone del mondo”.
Ma all’Italia cosa manca per imporsi globalmente come la cucina migliore? “La capacità dei suoi cuochi di fare network e promozione, specie all’estero”, accusa Vizzari. “Molto positiva è stata l’esperienza di Identità Golose, a Milano, il congresso organizzato da Paolo Marchi. Tra l’11 e il 13 marzo, a Parigi, al Carousel du Louvre, nell’ambito del Salon de Grans Vins, ci sarà vitalissima, dedicata al meglio della produzione enogastronomia, con un incontro sull’avvenire della ristorazione francese, italiana e spagnola. E poi a Brescia, dal 20 al 23 maggio, Italia in tavola sarà la prima edizione di una manifestazione ambiziosissima. Pesa anche l’inadeguatezza delle scuole”. “Sono d’accordo sulla scarsa capacità di fare promozione. Per me, però, non esiste una cucina migliore al mondo. Esistono le mode. E in questo momento vanno di moda gli spagnoli: bravi, ma ho mangiato altrettanto bene in Italia. Ferran Adrià è il migliore non solo per la cucina, ma per l’organizzazione, per l’energia che riesce a infondere, per il suo atelier che gli dà la possibilità di creare cose nuove. In generale la cucina migliore è là dove c’è uno chef che sa cucinare e dare risulti interessanti prima di tutto per i clienti”, dice Ciccio Sultano del ristorante Il Duomo di Ragusa Ibla: “Quanto alla difficoltà di fare non credo che sia una specifica debolezza italiana. I cuochi sono uguali in tutto il mondo: si vogliono bene, litigano, si copiano, parlano male l’uno dell’altro, ma quasi sempre si ritrovano insieme. Come è stato a Identità Golose: ognuno nella sua cucina era re, star, prima donna. Se però uno è davvero bravo deve passare la sua sapienza quando può. Senza preoccuparsi se lo copieranno. Senza atteggiamenti da faraoni”. Secondo uno studio dell’osservatorio san pellegrino realizzato in occasione di Identità Golose, i nostri chef sono ormai a pieno titolo star dell’italiana lifestyle. Da un monitoraggio su 150 testate estere e mille siti internet i nomi della nostra ristorazione, tra settembre esterne e mille siti internet i nomi della nostra ristorazione, tra settembre e dicembre 2004, sono apparsi 230 volte: Moreno Cedroni, nel 45 per cento degli articoli, anche per il look (le sue bandane hanno colpito “El Pais”); Antonello Colonna (36); Gualtiero Marchesi (21) ...

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