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L'espresso

Mister Bacco… Non solo California. E’ il momento dei vini dello Stato di New York. Esportati in Francia. Negli ultimi 25 anni, gli americani si sono trasformati in sofisticati consumatori di vino. E a partire da questo hanno fatto una rivoluzione enogastromica, economica e di costume. La vera novità sono i vini dello Stato di New York, che si sono affinati molto negli ultimi tempi. Un fenomeno rilevate: oltre 220 produttori, alcuni vitigni autoctoni, come Concorde e Niagara, e una varietà di etichette da corso di design. L’anno scorso la produzione di New York ha superato i 200 milioni di bottiglie. La qualità va dai prodotti semi-artigianali modesti ad altri di tutto rispetto. E con orgoglio i sommelier di alcuni blasonati ristoranti newyorkesi inseriscono nella carta dei vini, accanto ai Barolo e ai Chateneauf Du Pape, alcuni dei migliori New York Wines. A fare vino nella Grande Mela iniziarono olandesi e ugonotti nel ‘600, ma la vite americana e l’acidità del terreno non erano adatti a produrre vini di pregio. Tutto è cambiato quando la vite europea (vitis vinifera) ha sostituito quella autoctona (vitis labrusca) e grazie all’entusiasmo di un numero crescente di piccoli produttori. Quando si pensa a New York si immaginano i grattacieli, ma in realtà l’agricoltura è la seconda industria dello stato per fatturato. Robert Ranson, titolare della Vendell Winery, e Susan Wine (ex titolare del famoso ristorante Quilted Giraffe) hanno scommesso sul boom di questi vini e aperto due negozi Vintage New York, uno a Soho e uno sulla Upper West Side, dedicati solo ai vini newyorkesi (da 8 a 60 dollari a bottiglia). “C’è un unico modo per far conoscere i vini di New York: offrirli in degustazione. Nei nostri negozi si può provare ognuno dei 200 vini che abbiamo (5 dollari per 5 assaggi, 2 dollari in più per bottiglie dal costo superiore ai 20). Abbiamo clienti da tutto il mondo e chi li prova torna quasi sempre” spiega Ranson. A Soho io negozio è attaccato a un winebar ristorante in cui si abbinano vini locali a specialità gastronomiche dello stato. La fantasia dei produttori si scatena nei bizzarri nomi per i vini di New York: Main Road Red, Soho Cellars, Bully Hill-Love My Goat. Oggi New York è il secondo produttore nazionale, dopo la California, e i suoi vini ricevono premi e riconoscimenti. Ci sono quattro aree vinicole con caratteristiche proprie ma la maggior parte delle bottiglie è prodotta attorno ai Finger Lakes, a nord: 3.700 ettari di vigneto, 75 produttori e clima simile all’Alsazia. Qui i vini migliori sono Riesling, Pinot Nero e Gewurtztraminer. La seconda area di produzione è il North Fork di Long Island, a mezz’ora di auto dagli Hamptons (772 ettari di vitigni e 35 produttori) dove il clima consente la coltivazione di Cabernet Franc, Merlot e Chardonnay. Il terreno costa cinque volte più che nei Finger Lakes ma la vicinanza a Manhattan e il turismo d’èlite degli Hamptons sta facendo di quest’area la meta preferita per week end di degustazione. Robert Parker, tra le massime autorità del vino in America, è presidente del Long Island Wine Council, e personaggi come Michael Lynne, proprietario della New Line Cinema, o Marco e Ann Marie Borghese, stanno investendo milioni di dollari in aziende vinicole a Long Island, come hanno fatto Francis Ford Coppola, Sting, Olivia Newton John e Carole Bouquet in California. E da questo autunno, per la prima volta, distributori francesi hanno importato vini di New York in Francia. (arretrato del 9 febbraio 2006)

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