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Allegrini 2018

L'espresso

Ebbrezza in una pillola ...
Immaginiamo un cocktail che renda allegri, ma mai ubriachi, che regali disinvoltura e disinibizione, senza obnubilare la mente. E soprattutto non lasci postumi post-sbornia - mal di testa, nausea, vomito, amnesia, perdita di coordinazione motoria - e non danneggi il fegato. Insomma, un concentrato di effetti positivi, capace di neutralizzare quelli negativi. Non è un nuovo drink, ma un mix farmacologico in grado di simulare le sensazioni di ebbrezza e relax degli alcolici, agendo selettivamente su specifici messaggeri chimici cerebrali e allo stesso tempo inibendo le molecole che provocano le spiacevoli conseguenze degli stravizi. Una soluzione a portata di mano, secondo lo scienziato David Nutt della University of Bristol, che ha descritto la sua idea sul “Journal of Psychopharmacology”. L’azione dell’alcol sul cervello è dovuta all’interazione con una dozzina di recettori cellulari chiamati Gaba-A. Per esempio, la perdita di memoria si verifica quando l’alcol si fissa nell’ippocampo alla molecola alpha-5, mentre il calo del desiderio, tipico dell’abuso, è dovuto all’inibizione del recettore Nmda nel circuito neurale eccitatorio-inibitorio. Gli ingredienti del cocktail chimico dovrebbero agire su questi recettori. Ma realizzare il surrogato dell’alcol non è semplice. A parte le obiezioni etiche, sul fronte delle dipendenze la bomba chimica potrebbe essere peggiore del consumo di alcol. E poi: quanti bevitori saranno disposti a barattare il gusto di un bicchiere di vino odi una birra con una pasticca da ingurgitare?

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