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Allegrini 2018

L'espresso

Satira preventiva. Un rosso al sentore di seppia ... Ed eccoci, come ogni anno, alle previsioni per l’annata enologica. Fatte incrociando i pareri dei maggiori esperti italiani, da me riuniti per una memorabile serata alta Locanda del Guazzo dello chef Virginio Sbarbatis, attorno al suo celebre luccio al carbone, lasciato macerare nella paglia e poi cotto per due giorni e due notti dentro un vecchio scaldabagno a cherosene.
Bolgherese. I vini del Bolgherese confermeranno il loro status di assoluto prestigio mondiale. Quest’anno gli acini sono stati numerati, classificati secondo il diametro, staccati uno a uno dai grappoli ed esposti, in preziose teche di cristallo, all’adorazione della folla. Lucidati ogni mattina da manodopera altamente qualificata, e ruotati di 15 gradi al giorno per areare la buccia in modo armonioso, gli acini verranno infine anestetizzati per non farli soffrire, e quindi pigiati a piedi scalzi da 12 vergini dalla voce melodiosa. Oltre ai celebratissimi Sassicaia e Ornellaia, venduti nelle caratteristiche boccette con apposito contagocce, promette bene il Plasticaia, ottenuto foderando le botti con carte di credito per aggiungere esclusività al prodotto. I Frescobaldi e gli Antinori parteciperanno alla vendemmia, contendendosi i filari a bastonate per rinverdire l’antica tradizione toscana.
Tavernaia. È il prodotto di alta gamma del Tavernello: sempre venduto in cartoni, e identico al Tavernello normale, il Tavernaia costerà però 80 euro a cartone a causa del cambio del nome.
Barolo. Entusiasmo nelle Terre di Barolo: le spaventose grandinate hanno ridotto a pochissimi brandelli dì grappolo il raccolto, garantendo una produzione minima e dunque qualificatissima. Il Barolo è un vino cosi intenso da avere raggiunto, negli anni, lo stato solido. Ogni bottiglia verrà venduta con un tagliere di legno, e il Barolo potrà essere affettato come il brasato oppure grattugiato come il tartufo, a fettine sottilissime, sopra le tagliatelle al lardo: è un piatto impegnativo, ma per digerirlo basta inghiottire un petardo.
Franciacorta. Gli amanti delle bollicine possono stare tranquilli: anche quest’anno il Franciacorta sarà di qualità eccelsa, frizzante il giusto. L’esplosione delle botti a causa della spaventosa quantità dì gas (un metro cubo per litro) farà da festoso contrappunto al processo dì maturazione di questo vino, che può essere imbottigliato solo in camere pressurizzate da operai che indossano uno scafandro protettivo. Le bottiglie possono essere vendute solo ai possessori dì porto d’armi, e saranno accompagnate da un opuscolo con le avvertenze: come costruire la trincea dietro la quale nascondere i familiari, come ancorare al suolo il bevitore che si gonfia come un pallone aerostatico, come prestare i primi soccorsi alle vittime del tipico rutto da Franciacorta, l’unico rutto col rinculo. Un piccolo incidente diplomatico ha turbato i produttori di Franciacorta: gli hezbollah hanno acquistato diecimila magnum per colpire con i tappi gli abitanti di Tel Aviv aprendo le bottiglie a Beirut.
Alto Adige. Bene il Traminer aromatico, che quest’anno oltre ai tradizionali aromi di fragola, mela, lampone, miele, genziana, ginepro, carota, lavanda, Chanel e the verde, potrà vantare perfino un inconfondibile sapore di vino bianco. Molto quotato lo Heinzwerteshlausenfrost della Val Pusteria, un bianco secco maturato nelle malghe in botti di crosta di formaggio dì malga, da bere mangiando formaggio di malga, ma solo in malga perché appena fuori dalle malghe questo vino comincia a cagliare.
Precipitone. Merita un capitolo a parte questo rinomatissimo vino ligure, proveniente da un terrazzamento lungo cinque chilometri e largo dieci centimetri, a picco sul mare. La vendemmia non si può effettuare nemmeno in elicottero, e così il Precipitone sì ottiene solo dai pochi grappoli che cadono in mare e vengono ripescati insieme alle seppie, Di qui il tipico aroma di pesce decomposto che, pur essendo un rosso, lo rende inconfondibile. Fa schifo, ma costa 110 euro a bottiglia e dunque nessuno si permetterebbe mai di dirlo.

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