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L'espresso

Forte come la roccia ... Primitivo di Gioia del Colle. Se la politica del vino si giudica dai risultati, guardando a una regione come la Puglia, la sensazione che si ha è quella che per molti anni non sia stata governata da una catena di illuminati. Si è perduto più tempo a creare denominazioni di origine inutili (l’ultima in ordine di tempo si chiama Tavoliere) che a valorizzare al meglio le risorse esistenti. De Gasperi diceva: ‘Si fa fuoco con la legna che si trova’, qui evidentemente per troppo tempo hanno ignorato il saggio consiglio. Ma qualcosa cambia. Nella Murgia Carsica di Gioia del Colle, a sud di Bari, in particolare. Dove un gruppo di produttori di nuova generazione, fattivamente sostenuto dal consorzio locale, sta ridando ossigeno al tradizionale e robusto Primitivo. Che nasce qui, alla fine del Settecento, e non a Manduria, dove fu coltivato ben più tardi. Tutto il circondano può contare su suoli rossi e rocciosi, e su quote altimetriche che sfiorano i 400 metri: si producono così rossi potenti nonché ricchi di vibranti risorse sapide. Tra le numerose proposte che oggi si possono reperire sul mercato, il Primitivo di Gioia del Colle “17” di Polvanera (www.polvanera.com) è quella che più di tutte saprà sorprendere gli appassionati.

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