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L'espresso

Partita doppia ... Birra e vino... Sembrava un derby. Invece, la partita vino-birra si è riciclata in partita doppia. Nelle carte dei locali, dove le punte dei due team fanno staffetta negli abbinamenti. E negli antri dei mastri birrai, dove il mosto di vino è entrato tra gli ingredienti del nuovo trend della birra. Sono nate così le varie Tibir Montegioco, al Timorasso (il quasi riesling alessandrino); la Jadis Toccalmatto, al mosto di Fortana; Beerbera di Valter Loverier, con la Barbera. La sarda BB10 Barley, al Cannonau, che ha fruttato 12 mesi fa al suo maker il titolo di birraio dell’anno. In casa vino, pionieri come Agostino Lenci, “papà” di premiati Morellino, tuffatosi nel mondo spuma col marchio Bruton, ha aperto un megapub. A produttori come i lambruschisti Ceci si deve la Birra di Parma, con lieviti di Lambrusco. Partorita dalla mano di Leo Di Vincenzo (Birra del Borgo), trionfa in carta alla Francescana di Bottura.

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