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La Nazione / Il Giorno / Il Resto Del Carlino

Vigne ed erbe per curare il Parco ... Nel periodo d'oro dell'agricoltura di nicchia, nelle Cinque Terre erano oltre mille gli ettari coltivati a vigneto sui terrazzamenti a strapiombo sul mare, vigneti che che producono il famoso bianco. Il progressivo abbandono li ha ridotti nei decenni a meno di cento ettari. Gli altri novecento sono diventati, nel frattempo, bosco. Ma, come si sa, i corsi e i ricorsi mutano le prospettive, ed è venuto il tempo che «impone drammaticamente, per riequilibrare l'ambiente e per il mantenimento del territorio, di riportare subito almeno 500-600 ettari di terreni da bosco a vigneto — dice il presidente dell'Ente Parco Nazionale delle Cinque Terre Franco Bonanini —. E non si riparte alla cieca ma dopo il buon esito che ha dato la sperimentazione su due ettari, tra Riomaggiore e Manarola, nella zona di Via dell'Amore».
Un'operazione dunque su larga scala?
«Sì, e che rientra, come passaggio indispensabile per portare a compimento, tra le altre, l'appello 'Adotta un vigneto' raccolto in tutto il mondo con più di mille richieste per le quali però non abbiamo tutti gli appezzamenti da concedere». Si tratta sempre e comunque, al di là dell'alone suggestivo, di una sfida di non poco conto? «Non abbiamo altra scelta. Da queste sfide su più fronti coordinati passa il riequilibrio agricolo-economico capace di conservare il paesaggio che era stato condannato al degrado, dopo l'abbandono del lavoro agricolo per l'invecchiamento della popolazione. La trasformazione del bosco in vigneto rientra inoltre nel progetto di recupero di questo giardino monumentale, storico e agrario che sono le Cinque Terre, dove coltura è cultura». Come funzionerà in concreto questa operazione ? «Gli agricoltori locali cederanno i terreni in comodato per vent'anni al Parco, il quale provvederà a rendere i vigneti produttivi e competitivi. Terminato il tempo del comodato, gli agricoltori, se non vorranno rinnovare la convenzione, potranno tornare in possesso dei loro terreni. Il recupero degli appezzamenti è seguito dall'ispettorato regionale delle funzioni agricole e da esperti della università californiana di Berkeley». Si è deciso inoltre di rilanciare la coltivazione di erbe aromatiche come timo, salvia, lavanda e issopo, che qui sono un patrimonio naturale da capitalizzare ...

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