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La Nazione / Il Giorno / Il Resto Del Carlino

Orivieto il bianco "eclettico" ... L’Orvieto è il bianco secco più famoso dell’Italia centrale e quello che ha il passato più ricco di gloria. Racconta una leggenda che i barbari, invasa la città umbra, la depredarono delle sue ricchezze. Mentre stavano portando fuori dai templi i preziosi calici donati dai fedeli, improvvisamente l’oro si sciolse e divenne liquido. In un primo momento i predatori fuggirono spaventati gridando “Aurum vetitum, aurum vetitum!”, che tradotto in italiano significa oro vietato. Siccome l’oro miracoloso profumava soavemente, tornarono per assaggiano, trovandolo di loro gradimento. Dopo le libagioni i barbari si gettarono a terra ubriachi e gli abitanti li fecero tutti prigionieri. Della sbornia dei barbari sono rimasti i cimeli che tuttora troviamo nella cittadina umbra; del loro grido di paura abbiamo ereditato il nome di questa città papale che regolarmente inviava botticelle di vino biondo destinato alle mense di prelati e nobili romani.
Tra i bianchi italiani l’Orvieto è, sotto il profilo degli abbinamenti, uno dei più completi e versatili per la sua adattabilità a molti antipasti, minestre, piatti di pesce, molluschi e crostacei. Un po’più maturo può sposare anche qualche piatto di carni bianche, come gli involtini di vitello allo spiedo, il pollame con salse leggere, le minestre in brodo e asciutte, tra cui i cappelletti di Gubbio. La sua ecletticità ci permette di accostarlo con risultati sorprendenti con i tortelli di patate in tutte le sue varianti. La Doc Orvieto prevede le tipologie Secco, Abboccato, Amabile e dolce. I vini Orvieto e Orvieto Classico vengono prodotti anche nella tipologia superiore. Alcuni produttori producono delle eccellenti versioni da uve sovrammature attaccate dalla muffa nobile che regala al vino caratteri unici di concentrazione ed eleganza che si abbinano ad antipasti di fegato grasso, formaggi di capra, erborinati e piccanti e pasticceria secca. E’ anche un ottimo vino ‘da conversazione’.

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