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La Nazione / Il Giorno / Il Resto Del Carlino

“Ma è uno Stato schizofrenico che arriva a tollerare la droga” ... Muccioli: “A San Patrignano si coltiva il vigneto come terapia”... Sono sempre più esterrefatto di fronte alla schizofrenia di questo Stato: da una parte adotta provvedimenti contro l’abuso di alcol, dall’altra vorrebbe consentire ai tossicodipendenti di drogarsi in santa pace e gratuitamente”. Andrea Muccioli è indaffaratissimo a ‘Squisito!’, la manifestazione enogastronomica di San Patrignano che oggi arriva al gran finale e ieri ha dedicato ampio spazio a GoodFood, il progetto delle Nazioni Unite per favorire la conversione dei terreni dedicati alla produzione di oppiacei con altre colture (zafferano, cacao, caffè...), ma trova il tempo per una riflessione sullo “sballo” e le sue conseguenze. “Sono pienamente d’accordo su tutto quello che si fa per impedire l’abuso delle bevande alcoliche - spiega -. Quindi ben vengano il divieto di vendere alcolici dopo le due di notte, l’inasprimento delle sanzioni per chi somministra bevande alcoliche ai minori di 16 anni o per chi guida in stato di ebbrezza”.
Ma qui a San Patrignano producete vino e state investendo molto in questo settore.
“Certo, la coltivazione della vite e la produzione del vino fanno parte del percorso di recupero e ricostruzione della personalità di chi è uscito dal tunnel della droga”.
In che senso?
“La vite e il vino sono metafore della vita umana: quando una persona abituata a vivere alla giornata col solo obiettivo di procurarsi la dose di droga, è costretto a riflettere quando si trova a fare i conti con un ciclo produttivo di anni che segue il ritmo delle stagioni, richiede molta fatica e continue attenzioni per raggiungere l’eccellenza. Per questo il ristorante che apriremo tra pochi mesi si chiamerà “Vite””.
Ma col vino ci si può ubriacare...
“Chi beve vino e qualsiasi bevanda alcolica deve farlo con moderazione; sulle nostre bottiglie, e non solo sulle nostre, c’è un avvertimento: “Il vino è piacere e salute, bevi con sobrietà”. Se bevo un bicchiere di vino a pasto ne traggo un beneficio, ma se ne abuso divento dipendente e quindi devo evitarlo”.
Invece sul fronte degli stupefacenti...
“Non mi vengano a dire che per limitare il danno del consumo degli stupefacenti è necessario creare locali in cui i tossicodipendenti possano trovare la droga gratuitamente e “farsi” tranquillamente. Sarebbe come creare locali per gli ubriaconi e fornire loro gratuitamente i superalcolici. L’unico modo di evitare i danni della tossicodipendenza è smettere di drogarsi”.
A San Patrignano è già in vigore un provvedimento che limita alle 22 l’orario della vendita delle bevande alcoliche, e non ha mai creato particolari problemi. Non è stato così, invece, per il divieto di fumo esteso anche agli spazi esterni dal 1° maggio scorso in tutto il territorio della comunità (circa 250 ettari): se ne sono andate decine di ospiti e anche alcuni educatori.
“Sono convinto che questa gente se ne sarebbe andata comunque, magari qualche mese dopo, perché aveva perso le giuste motivazioni per stare qua, oppure non le aveva mai avute - sostiene Andrea Muccioli - Noi di San Patrignano dobbiamo avere ben presente perché siamo qui, e se il desiderio di fumare è più forte di questa consapevolezza, è il momento di fare un esame di coscienza”.

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