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La Nazione / Il Giorno / Il Resto Del Carlino

Il Brunello negli Usa. “Ma solo se garantito” ... Certificazione del Governo può evitare il blocco... Mezzo sospiro di sollievo per il Brunello: gli Stati Uniti hanno scongiurato il blocco totale delle importazioni nel loro Paese, che sarebbe dovuto scattare domani. E’ stato John J. Manfreda, administrator dell’Attb (Alcohol and tobacco tax and trade bureau, l’ente governativo che sovrintende al commercio di alcolici negli Usa) a firmare una circolare in cui si fissano le regole affinché il prestigioso rosso possa continuare ad arrivare sulle tavole d’oltreoceano.

Regole appunto perché dall’America non arriva alcun via libera, bensì una sorta di decalogo al quale gli importatori si devono attenere. D’altronde la minaccia del blocco conteneva proprio questa indicazione: venderemo il vostro Brunello solo se ci assicurate che contiene Sangiovese al cento per cento, come stabilito dal disciplinare. Adesso tutto ciò viene messo nero su bianco: nel documento, infatti, l’Attb chiede agli importatori di accompagnare la merce con una dichiarazione di un ente governativo italiano attestante il rispetto sia del disciplinare, sia delle norme che regolano il commercio in Italia. In questo modo gli americani rimandano la palla agli italiani e, in particolare, al ministero dell’Agricoltura: voi garantite che il vostro Brunello è “docg” per davvero e noi lo compriamo. Non un aspetto di poco conto, se si pensa che c’è un’inchiesta in corso, con decine di avvisi di garanzia e migliaia di bottiglie sotto sequestro. L’ipotesi è frode in commercio in quanto, secondo gli investigatori, alcune aziende avrebbero “mescolato” il Sangiovese con altre uve, in particolare il Merlot.
Di certo, l’ente governativo prescelto non potrà garantire per le aziende che hanno il vino sotto sequestro. E neanche potrà allargarsi più di tanto con quelle lambite dai controlli e dall’inchiesta. Ma c’e’ dell’altro: quale sarà l’ente governativo chiamato a garantire? “La Camera di Commercio oppure l’Icq, ispettorato controllo qualità del ministero”. Due ipotesi - entrambe valide - avanzate ieri dall’ex presidente del consorzio dei produttori di Brunello, Francesco Marone Cinzano.
Il ministro dell’Agricoltura, Luca Zaia, invece non si sbilancia né azzarda commenti. “Stiamo ancora lavorando con gli americani”, è lo stringato commento di un suo portavoce. Cautela dovuta alla delicatezza del momento. Silenzio, o quasi, anche da parte del Consorzio: “Al momento non abbiamo ricevuto notizie ufficiali in merito alla risoluzione della vicenda - spiega una nota -. Siamo in attesa delle indicazioni ufficiali e risolutive dal ministero dell’Agricoltura”.
La Faccenda, insomma, è tutt’altro che chiusa. Restano ancora importanti passi da compiere prima di poter dire che sul Brunello sia tornato il sereno. Certo, tutti quei produttori-e non sono pochi - che non sono toccati dall’inchiesta possono finalmente stappare una buona bottiglia e brindare. Per loro non ci dovrebbero essere problemi: l’ente governativo prescelto firmerà agevolmente i “lasciapassare” per l’America.

Scandalo
La notizia esplode all’avvio del Vinitaly. Indagati tredici produttori di Brunello: hanno violato il disciplinare

Accusa
Hanno “allungato” il Brunello 2003 con uve diverse dal Sangiovese, unico ammesso: “E’ frode in commercio”

Conseguenze
Gli Usa minacciano il blocco dell’import con grave danno economico: si dimette il presidente del consorzio

Contromisura
Il ministro dell’Agricoltura nomina una commissione di tre saggi: ha il compito di analizzare e garantire il vino

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