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La Nazione / Il Giorno / Il Resto Del Carlino

“Ho travolto un ragazzo e saldato il mio debito. Ora vi dico: non bevete” ... Pirata ed etilista, trascinò Luca Vender per chilometri... “Salve, sono Kieron 2, l’unico pirata della strada che ha pagato”. Kieron Meroni si presenta così. Sette anni fa, quando era ancora un alcolizzato, capace in due giorni di far fuori una cassa e mezzo di birra, aveva investito con la sua auto un ragazzo di 16 anni, Luca Vender, e lo aveva trascinato per quasi tre chilometri. Luca era sopravvissuto quasi per miracolo, ma ne era uscito martoriato, il corpo consumato fino alle ossa sull’asfalto. Kieron invece fu condannato, primo caso in Italia per un incidente stradale, per tentato omicidio.
Kieron ha pagato, fino in fondo, ne è uscito. “Sono diventato un’altra persona - spiega -, non bevo più, mi sono salvato... anche se sulla pelle di un’altra persona”. Kieron non fa sconti, prima di tutti a se stesso. E forse e anche per questo, dopo aver sentito di un altro tragico incidente stradale in Brianza, dove un ragazzo di 20 anni un po’ alticcio ha investito una comitiva di turisti uccidendone due, che ha deciso di parlare: “Ho vissuto gli anni più brutti della mia vita: sono stato in carcere, gli altri detenuti volevano linciarmi e mi sputavano addosso, volevo suicidarmi. Però ho imparato anche ad apprezzare le piccole cose, quelle che da alcolista non vedevo neppure: la prima notte in una comunità di recupero l’ho trascorsa a guardare il cielo”. La comunità, e soprattutto il Cat, il Club Alcolisti in Trattamento. “Il Cat mi ha insegnato che l’alcolismo non è una malattia, ma uno stile di vita: nelle mie stesse condizioni c’erano medici e professionisti. E allora ho capito che potevo farcela”. In comunità Kieron ci resta tre anni e mezzo, anche più di quanto prevedesse la sua pena. “Ho conosciuto me stesso, dai 15 anni in avanti la mia unica passione era stata bere. L’alcol è un lento suicidio. Ho imparato a trovare le mie passioni: disegnare, suonare, stare con la famiglia, scrivere”.
Kieron è duro: “L’Italia è un Paese ipocrita: l’alcol è la prima causa di morte, eppure viene propagandata la cultura dell’happy hour. Ai ragazzi non basta dire di non bere, bisogna dare altre cose, centri dove ritrovarsi, passioni. È stupido porre limiti per chi beve, chi guida non deve bere per nulla: l’unica soluzione è investire sull’educazione e sui servizi, come i bus che in Inghilterra accompagnano a casa i ragazzi dai pub. E bisogna mettere in galera quei baristi che servono alcolici anche quando vedono che il cliente è ubriaco”. “Al ragazzo di Cesano - riflette - direi una cosa: ormai due persone sono morte, inutile che muoia anche lui. Deve farsi coraggio e provare a restituire a qualcun altro quello che ha tolto alle vittime”. Kieron oggi fa l’operaio, ha una ragazza, ma di notte sogna spesso Luca Vender: “Vorrei avere l’occasione di incontrarlo, le lettere che gli ho scritto non gli sono mai arrivate. Vorrei solo spiegargli che quella terribile sera, anche se i giudici non mi hanno creduto, non mi accorsi di averlo investito. Fui un vigliacco, ma non sapevo che lo stavo torturando”. Luca è stato arrestato tempo fa proprio per guida in stato di ebbrezza. “Spero che lo aiutino: allora in molti si strinsero attorno a lui...Vasco Rossi, Irene Grandi. Non è rimasto nessuno”. Massimo Poloni, l’avvocato di Kieron, chiosa: “Se invece di cambiare norme ci si occupasse di potenziare davvero le strutture di recupero, forse avremmo meno stragi e applicheremmo davvero la Costituzione”.

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