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La Nazione / Il Giorno / Il Resto Del Carlino

Quelle incisioni tra vino e arte. Ferragamo: “La via, la passione” ... San Giustino Valdarno aperta la Tenuta del Borro... L’onore di aprire tocca a un classico Baccanale, ma attenzione, si tratta di un Mantegna. Poi c’è un Sileno ebbro, ed è dello Spagnoletto, e ancora il Re che beve dello Jordens, e i Dolci effetti del vino di Niccolo dell’Abate. E che dire della Macellaia o del Bevitore amoroso di David Teniers, e ancora dei Giocatori di Carte del Tillborgh. Tecniche diverse, epoche distanti, mani più o meno abili, ma un solo tema: il vino.
Vino e festa, vino e convivialità goduriosa ma anche vino a collera rabbiosa, naturalmente vino e battaglie amorose. Una settantina di incisioni in mostra, alla Tenuta Il Borro, in mezzo al Valdarno recente e già pluripremiata scoperta delle nuove frontiere della viticoltura. Tutte dedicate al nettare antico: perché il vino, diceva Hemingway, è uno dei maggiori segni di civiltà del mondo. Lo sa da sempre, l’essere umano che gli si affida a sollevar le pene, fino a farsi sopraffare, e fino a immaginare che a lasciarsi vincere siano anche le divinità. Partner inseparabile di allegre compagnie come del gioco più raffinato della seduzione, sia rosso rubino e frizzante di bollicine, il nettare dell’uva - elevato a dignità sacrale, addirittura divina dalla religione cristiana - è anche un grande protagonista dell’arte di tutti i tempi. Lo sa bene anche Ferruccio Ferragamo che oltre a occuparsi (è il presidente) della celebre maison della moda, al vino ha dedicato passione, investimenti, grande interesse: con il figlio Salvatore, infatti, guida la Tenuta del Borro, acquistata nel 1993, già proprietà di Amedeo d’Aosta ma prima ancora - la storia del borgo antico è millenaria - dei Pazzi, dei Medici Tornaquinci e degli Hohenloe. (Del resto, Ferruccio non è l’unico Ferragamo con la passione e il business del vino: suo fratello Massimo è uno dei soci di castiglion del Bosco, griffe del Brunello di Montalcino).
E all’amore per il vino - e per la sua tenuta nel Valdarno - Ferruccio Ferragamo ha coniugato anche quello per l’arte. Dal primo dicembre, infatti, la cantina del Borro è diventata anche una vera galleria. Sotto le capriate della soffitta, si dipana una bella mostra, intitolata proprio Vino e Arte. Una raccolta di incisioni, curata da Martina Becattini, studiosa di arte orientale, che al museo fiorentino Stibbert si occupa per l’appunto di Giappone. Ma ha accettato volentieri l’invito di Ferragamo di allestire la mostra di una prima serie di incisioni, una settantina di pezzi di una raccolta che ne comprende circa 250.
“Fu l’antiquario fiorentino Marco Ceri - racconta Ferragamo - a propormi le prime stampe. Le acquistai volentieri, e da lì è nata la collezione raccolta in giro per mercati e antiquari di mezza Europa”. Adesso, la voglia di metterle in mostra, di offrirle all’occhio curioso di chi si ferma al Borro per godere l’atmosfera quieta e antica del borgo, la chiesetta con il presepe meccanico costruito da don Pasquale Mencattini, il parroco poeta scomparso qualche anno fa. E magari pranzare ai tavoli dell’Osteria.
Fino al 31 maggio, sono in mostra queste 67 incisioni, poi seguiranno a rotazione tutte le altre sistemate in un bell’ambiente accogliente, luci giuste, pannelli decorati a mano con citazioni di proverbi e aforismi, sempre dedicati al vino. Li ha scelti proprio Martina Becattini, orgogliosa di questa mostra che, dice, “è un percorso di grande fascino e anche di grande armonia, pur in presenza di tante mani diverse”. Si visita il mercoledì, Arte e Vino, accompagnati da Martina. Su appuntamento al numero 055.9772921, oppure mandando una e-mail a: vino@ilborro.it.

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