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La Nazione / Il Giorno / Il Resto Del Carlino

Nel piatto un anno di veleni ... Il punto... I sempre più frequenti sequestri di prodotti alimentari scaduti, adulterati o contraffatti dimostrano quanto sia ancora a rischio la nostra tavola quotidiana, soprattutto sotto le feste. Ma pure che in questo Paese i controlli funzionano, che la rete di salute pubblica (servizi veterinari, Nas, etc.)fa il suo dovere di prevenzione-repressione. Il nostro agroalimentare ha vissuto un anno di emergenze, alcune finte, altre vere. Assolutamente finte, cioè inconsistenti, quelle legate al vino, cioè al non completo rispetto del disciplinare di produzione per Brunello e Nobile, frutto del vizio tutto italiota di darci regole troppo stringenti che siamo i primi a non rispettare. Finta anche l’emergenza “carne suina alla diossina”, perché dall’Irlanda importiamo pochissimo e anche qui la rete di prevenzione ha funzionato.
Semi-finta quella del latte alla melamina cinese. L’allarme mozzarella di bufala ha invece acceso i riflettori sul rapporto prodotto-territorio: non si può lasciar devastare, avvelenare una regione da cui proviene uno dei simboli del made in Italy. Anche qui dobbiamo fidarci dei controlli. Dalle pseudo-emergenze alimentari a quelle economiche la lista s’allunga. E le ombre prevalgono sulle luci. Resta inquietante la crisi dell’allevamento nazionale, soprattutto bovino e suino. La nostra dipendenza dall’estero aumenta.
Così come per il latte, che si trascina dietro le difficoltà gravissime di altri due campioni dell’Italia a tavola, Parmigiano-Reggiano e Grana padano. Quanto alla questione latte-multe, è risolta solo in parte. Buono l’accordo a Bruxelles, ma vedremo come saranno distribuite le 600mila tonnellate ottenute: il Nord è sul piede di guerra. Dopo un 2007 di prezzi-boom, i cereali stanno crollando, ma il consumatore non se ne accorge perché pane e pasta non arretrano (vero Mister Prezzi?).
Il vino comincia dar segni di sofferenza sul fronte export e consumi; l’ortofrutta si salva solo con l’export. Il comparto agricolo complessivamente perde valore e senza reddito non si fa qualità né si garantisce sicurezza alimentare. Tutto il resto è bla-bla. E l’Europa chiude i cordoni della borsa: dal 2015 l’unico riferimento sarà il mercato. Ma siamo pronti?

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