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La Nazione / Il Giorno / Il Resto Del Carlino

L’Europa cancella l’etichetta Nobile dal vino di Montepulciano ... La battaglia. Possibile confusione con il vitigno d’Abruzzo, il Consorzio ricorre al Tribunale del Lussemburgo... In sole 48 ore, un ministro che rassicura, una Camera di Commercio che esprime preoccupazione, il Presidente della confederazione dei consorzi che tutelano le denominazioni vinicole che si dichiara pronto a bussare alle porte della Ue e quello dell’Unione Italiana Vini (la più antica associazione della categoria vitivinicola) che parla di ripristino di diritti e di difesa di interessi legittimi. Al centro di tanta attenzione (e di un ping pong mediatico di grande effetto) c’è il Vino Nobile di Montepulciano, prestigioso rosso a Denominazione di Origine Controllata e Garantita, elegante, di antico lignaggio, la cui forte identità potrebbe essere messa in discussione dalla burocrazia europea. All’origine c’è un regolamento comunitario (il 401/2010), destinato - insieme a numerose altre norme - a riordinare lo sterminato settore delle denominazioni in Europa, che si sarebbe “dimenticato” del Vino Nobile, creando i presupposti per una modifica della dizione che potrebbe entrare in vigore già nel 2011. L’espressione Vino Nobile - pensano a Montepulciano - deve invece rimanere a far parte della lista delle menzioni tradizionali complementari quella, cioè, che protegge i nomi e le etichette che non esprimono luoghi geografici per non rischiare pericolose confusioni. Dimenticanza o errore? Il Consorzio che riunisce i produttori (presieduto da Federico Carletti) ha messo intorno al tavolo i propri consulenti e avvocati e ha presentato ricorso al Tribunale europeo del Lussemburgo, forte anche del fatto che nella precedente edizione dello stesso regolamento, datata 2002, il nome Vino Nobile appariva regolarmente. La notizia del ricorso è stata raccolta da alcuni osservatori delle questioni normative continentali e ha fatto il giro dei tavoli che contano, compreso quello di Giancarlo Galan. Il ministro delle politiche agricole ha rassicurato tutti, parlando di “equivoco interpretativo”; ma ieri una nota firmata da Massimo Guasconi, Presidente della Camera di Commercio di Siena, ha sollevato nuovo allarme facendo oltretutto notare che la Ue avrebbe salvato il vitigno Montepulciano d’Abruzzo la cui presenza sul mercato è fonte di continui equivoci. Per ora il Consorzio non si è ancora espresso ufficialmente e non ha replicato a nessuna dichiarazione. Un silenzio che appare prudente e che trova forse spiegazione in un tratto che accomuna tutte le dichiarazioni, pur di segno opposto. Il riferimento è alla complessità della normativa europea che, in materia, non consente a nessuno di esprimere certezze e che piuttosto genera dubbi.

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