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Allegrini 2018

La Nazione / Il Giorno / Il Resto Del Carlino

Grandi bottiglie a piccoli prezzi ... Il vino dell’Etna... Fresco, fruttato, minerale. E’ l’identikit del vino rosso che oggi chiede il mercato, mentre tante doc blasonate restano stoccate in cantina. Gli Etna wines” corrispondono all’identikit e gli aspri terreni lavici alle pendici del vulcano sono il nuovo Eldorado della viticoltura siciliana. Tutti investono lì, e i valori delle vigne s’impennano. Va da sé che quando Francesco Cambria creò Cottanera negli anni ’60 non era così e chi coltivava uve e faceva vino ai 700 metri di Castiglione di Sicilia era poco più che un pionere. La maison oggi è una delle più titolate nella nuova scienza vitivinicola chiamata “vulcanologia”. Il nerello mascalese è il vitigno principe dell’area. Terreni, altezza e clima freddo lo rendono robusto e insieme fine, asciutto e insieme speziato, profumato ma non eau de toilette, tutto il contrario di tanti rossi balestrati, legnosi e muscolari che ingombrano le cantine di cui sopra. L’espressività del nerello sta scritta nel dna di Cottanera. Provare per credere il rosso-base Barbazzale. Grande freschezza, profumi (garbati) di piccoli frutti rossi e spezie, in bocca sapido, vigoroso, minerale. Il bicchiere giusto per lanciarsi nella “vulcanoenologia”. In enoteca sui 7 euro. Barbazzale 2009, Cottanera info: www.cottanera.it.

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