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La Nazione / Il Giorno / Il Resto Del Carlino

La dieta della settimana ... Quando il rosso fa bene... In scienza dell’alimentazione con il termine paradosso francese si cerca di spiegare il perché i Francesi mangino grassi in quantità doppia
degli Americani per avere poi una percentuale di mortalità per infarto dimezzata. La spiegazione starebbe nell’abitudine dei Francesi di bere a tavola vino rosso. Esso, infatti, è ricco di
una sostanza antiossodante chiamata resveratrolo, capace di svolgere una notevole protezione sulle coronarie. Il meccanismo sarebbe quello di innalzare la frazione ‘buona’ del colesterolo, la cosiddetta Hdl, quella cioè capace di allontanare il colesterolo cattivo dalle arterie. E qui c’è dell’incredibile: ad innalzare l’Hdl ci riesce solo il vino rosso; nemmeno le potentissime statine sono capaci di fare questo. Ma quanto berne di vino? La quantità utile sono due piccoli bicchieri al giorno; di più si rischiano danni al fegato. Ma il resveratrolo ha anche altri meriti, quello ad esempio di combattere i virus influenzali; e infatti è tornato prepotentemente in uso il vin brulè, un’antica decozione fatta di vino rosso, cannella e chiodi di garofano. Solo recentemente si è capito che questo vino, così amato dai vecchi speziali, è davvero utile, dopo appunto la scoperta del resveratrolo e dei potenti antibiotici naturali presenti in queste spezie. Un piccolo bicchiere dopo cena sarà un ottimo digestivo e un aiuto contro tosse e raffreddore.

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