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La Nazione / Il Giorno / Il Resto Del Carlino

Tutti pazzi per i vini Light ... Maietta, presidente Ais: “Quest’anno si punta sulla bassa gradazione alcolica”... Nell’ultimo decennio enologico si sono succedute diverse ‘mode’, anche se sarebbe preferibile chiamarle tendenze: dal boom dei vini super barricati all’exploit del novello per arrivare ai grandi bianchi invecchiati, all’impennata delle bollicine e al rilancio dei rosati. Molti si chiedono quale sarà la tendenza dei prossimi dodici mesi. Uno dei compiti del sommelier è quello di prestare attenzione agli orientamenti del consumatore e di trasferire la percezione di queste tendenze alla produzione. Da questo punto di vista l’Associazione italiana sommelier è un osservatorio più privilegiato. Mai come negli ultimi. mesi ci siamo accorti di come il consumatore si stia orientando verso vini meno strutturati e importanti. La scelta risiede nel fatto che si presta un’attenzione sempre maggiore alla componente alcolica e si bada alla quantità di’ vino Il fenomeno deriva dalla maggiore sensibilità nei confronti del bere consapevole (oppure più banalmente della salvaguardia dei punti della patente o dell’aspetto economico). Senza timore di smentite possiamo comunque affermare che è aumentata la richiesta di vini meno alcolici e dalla struttura più lieve. Tutto questo, per assurdo, stride con la crescita qualitativa del vino italiano e con le maggiori attenzioni che i produttori dedicano alla cura dei vigneti e alle. tecniche di vinificazione. Tutti questi fattori contribuiscono infatti a rendere ancora più complessa la situazione. Facciamo qualche esempio: la scelta di una vivace Bonarda dell’Oltrepò Pavese o di uno di quei gradevolissimi Chianti che caratterizzano i Colli Fiorentini o Aretini, passando dalla variegata famiglia del Lambrusco emiliano, dava al consumatore la consapevolezza di incontrare un vino di piacevole fattura e di facile approccio. Non per questo l’appassionato rinunciava al piacere di degustare un Brunello di Montalcino oppure uno Sforzato della Valtellina quando desiderava un vino di maggior complessità oppure, più semplicemente, quando i piatti che accompagnavano la sua tavola richiedevano un vino più importante. Oggi sono sempre più numerosi i produttori che decidono di esplorare a tutto campo le potenzialità dei vitigni dei loro territori spingendosi a dare maggior spessore anche a varietà normalmente destinate in passato a plasmare vini dalla beva facile ed immediata. Questo aspetto, sicuramente positivo in termini di sperimentazione e di opportunità di conoscenza, rischia però di - disorientare sia l’appassionato cultore sia il neofita. Un’annata dalle condizioni climatiche come quella appena ‘trascorsa riuscirà a proporre al mercato vini meno propensi all’invecchiamento (e per questo più economici), amplificando il valore di una serie di annate precedenti di straordinaria prerogativa di evoluzione nel tempo. La riduzione alcolica così richiesta dai consumatori va insomma presa in seria considerazione dai produttori perché può soddisfare la richiesta del mercato sia nazionale, sia internazionale.

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