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La Nazione / Il Giorno / Il Resto Del Carlino

Grandi bottiglie a piccoli prezzi ... Un Pignoletto metodo Champagne... È tempo di bianchi. Anche di quelli minori, come il Pignoletto bolognese, che tanto minore non è essendo uno dei vini emergenti nella Grande distribuzione (+25% nelle vendite). Ci sono tanti pignoletti in circolazione e va detto che spesso la versione frizzante non fa onore a un vitigno che “può dare di più”. Anche nel rapporto con la ristorazione locale, un po’ sorda ai vini del territorio. I produttori dei Colli bolognesi stanno lavorando molto sulla qualità, forti anche delle recentissima incoronazione della Docg per la versione ferma, il Pignoletto classico. Sono cresciuti anche gli ettari investiti, e questo spinge i vigneron a fare innovazione, cercando finezza ed eleganza. Bonfiglio è cantina storica dei Colli bolognesi, 25 ettari di vigna fra Monteveglio e le colline di Oliveto sui terreni arenaceo-argillosi già di proprietà della nobile famiglia Ranuzzi de’ Bianchi. L’attuale titolare, Bruno Azolini, si è già fatto notare per la produzione di un Passito davvero buono, che in zona è rarità. Ma, in tempi di dilagante prosecco, giustamente investe sulle bollicine e ha fatto centro con questo “Alba in vigna”, pignoletto frizzante rifermentato in bottiglia. Il metodo, anche se con tempi di gran lunga più brevi, è lo stesso utilizzato per ottenere il nostro spumante metodo classico o lo champagne. Rifermentazione in bottiglia con lieviti selezionati per 3-4 mesi, poi sfecciatura e tappatura finale con successivo affinamento per altri due mesi. Delicato al naso, in bocca rende molto di più: fine, elegante, morbido, effervescenza discreta, avvolgente. Perfetto come aperitivo ma anche a tutto pasto. A metà anno Azolini uscirà anche con un millesimato 2010. In enoteca sui 8,50 euro.

Alba in vigna, Bonfiglio. Info: www.bonfigliovini.it.

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