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La Nazione / Il Giorno / Il Resto Del Carlino

Questa notte calici e stelle ... La federazione delle strade del vino della Toscana, guidata da Mauro Marconcini, ha compiuto dieci anni. Una notizia da niente si dirà. Non è così perché la Toscana ha il primato nel turismo del vino che vale più o meno - a livello nazionale - sei milioni di turisti e 4 miliardi di euro di fatturato. In Toscana - grazie all’onorevole Flavio Tattarini - è nata la legge nazionale sulle Strade del Vino, in Toscana ebbe i suoi natali il Movimento turismo del vino che ha inventato Cantine Aperte e in collaborazione con le Città del Vino “Calici di Stelle” che si tiene ogni anno il 10 agosto (cioè oggi) ed è uno degli eventi clou dell’estate italiana. Vi è dunque attorno al vino, alla fruizione dei territori del vino, alla conoscenza diretta dei produttori da parte dei consumatori un notevole interesse e da queste attività nasce una risorsa economica importante. E tuttavia il turismo del vino rimane confinato in una nicchia, non riesce ad essere riconosciuto, come invece in effetti, è una delle principali attrattive del nostro Paese. Ma vi è un ulteriore elemento che si è affacciato negli ultimi tempi sui quali sarebbe bene meditare. Alcune associazioni di consumatori insistono perché sulle bottiglie di vino compaia la scritta “nuoce gravemente alla salute” pigliando a pretesto studi che certificherebbero un’attività cancerogena dell’alcol, oltre alla solita campagna di demonizzazione legata all’abuso. Di fatto equiparando il vino al tabacco e dando un ulteriore colpo ad uno dei prodotti di punta della nostra agricoltura che vale un fatturato di 13 miliardi di euro e dà lavoro a tre milioni di italiani. Ma mentre è sicuro che il fumo fa comunque male, è altrettanto sicuro che il vino se assunto in modica quantità fa bene alla salute, protegge il cuore, le arterie, porta sali minerali, vitamine e sostiene psicologicamente. Il punto è educare ad un bere responsabile, è restituire al vino il suo valore di piacere conviviale, esaltare il consumo mediterraneo del vino, farlo vivere come un’esperienza anche culturale. Esattamente ciò che capita con il turismo del vino. Ce n’è abbastanza per occuparsene e sostenerlo. Anche perché le Strade del Vino sono il solo esempio italiano di distretto territoriale basato su standard di qualità. E tutti sanno quanto bisogno di qualità abbia il nostro turismo.

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