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La Nazione / Il Giorno / Il Resto Del Carlino

Conad compra 43 supermercati dai tedeschi ... “Noi siamo soci imprenditori e batteremo la crisi” ... In tempi di spread, Bund, Btp e crisi economica, quarantatré iper e supermercati che passano da una società tedesca a una italiana fanno notizia. È il caso di una parte dei negozi di Rewe Italia, branca di una grande catena di Colonia, in procinto di finire sui carrelli della nostrana Conad. Gli affari della Rewe nel nostro Paese hanno sofferto del calo dei consumi. Così la società ha deciso di cedere alcuni dei suoi punti vendita, quelli meno importanti sotto il profilo strategico. Punti vendita appetibili per Conad, che affronta il 2012 con i conti in ordine, un fatturato in crescita che supera i 10 miliardi, e una quota di mercato nella grande distribuzione che, grazie all’acquisizione in corso, passerà dal 10,3 al 10,6 per cento.

Giuseppe Zuliani, direttore marketing di Conad, spiega la strategia con cui l’azienda ha pianificato l’operazione.

“Parlare di espandersi in un momento del genere può sembrare in controtendenza, ma i 43 negozi della Rewe (sotto l’insegna del marchio Billa, ndr) si integrano perfettamente con la nostra rete. Conad è una cooperativa, a sua volta suddivisa in otto cooperative che coprono territori diversi. Gli ipermercati e supermercati che stiamo per acquisire vanno a toccare sei di queste Otto cooperative, in dieci diverse regioni italiane, dalla Puglia al Piemonte, passando per le regioni del centro Italia fino al Veneto. L’operazione viene completata da Conad che poi si incarica di individuare i soci che gestiranno i punti vendita. Per noi questo è un notevole punto di forza: siamo una cooperativa di soci imprenditori. E un ipermercato o un supermercato gestito da un imprenditore, che spesso ne diventa il proprietario, funziona in un altro modo rispetto a esercizi analoghi gestiti da dipendenti. Un imprenditore coinvolto in prima persona ci mette sempre qualcosa in più”.

Tuttavia, Conad si sta portando in casa punti vendita che non hanno un mercato florido.

“Però abbiamo un marchio che attira, il know how per farlo funzionare bene, capacità di comunicazione importanti e la possibilità di integrare il tutto in una rete già oliata. Con questa operazione continueremo ad operare nel campo della grande distribuzione che risponde alle esigenze primarie della clientela, dall’alimentare al detersivo per la casa, ma che non prevede attività più specialistiche che si trovano in altre catene come Euronics, Oviesse o Comet”.

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