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La Nazione / Il Giorno / Il Resto Del Carlino

Vinitaly, l’Italia unita in bottiglia ... Produttori grandi e di nicchia a Verona dal 25 al 28 marzo ... Quand’è che una fiera è matura? Su cosa si misura il successo di un salone? Ci verrebbe da rispondere con lo slogan di una celebre pubblicità: quando non deve chiedere mai, quando è diventata una forza tranquilla. Quando può permettersi di accogliere tanti stimoli, tante iniziative diverse al proprio interno, essendo in grado di digerire tutto, di non snaturarsi, di restare sempre fedele a se stessa. E’ il caso del 460 Vinitaly, il più importante e visitato salone internazionale del vino - (www.vinitaly.it) che torna nell’inedita scansione (4 giorni anziché 5) da domenica 25 a mercoledì 28 marzo. Numeri come sempre monstre: attesi almeno 150.000 visitatori di cui un terzo stranieri, in arrivo migliaia di buyer da tutto il mondo e 4000 espositori provenienti da Francia, Stati Uniti, Australia, Sudafrica, Austria, Slovenia, Russia e per la prima volta da Uzbekistan, Moldavia, Azerbaijan e Armenia. Nell’immenso palcoscenico di VeronaFiere il vino si farà business planetario, alla faccia di chi contesta la globalizzazione. Ma è proprio la globalizzazione che ha fatto grande il vino italiano. La globalizzazione buona: quella che ha spinto migliaia di cantine italiane in giro per il mondo a vendere bottiglie che in Italia non riusciremmo a bere, facendo del vigneto-Italia uno dei grandi giacimenti economico-culturali dell’italian style nel mondo, come la Ferrari, la pasta, la pizza, il Parmigiano, il prosciutto di Parma. Bere bene, mangiare bene, ergo vivere bene. Sarà questo il messaggio che per quattro giorni risuonerà da Verona, una città, un territorio (tra il Garda e la Valpolicella) che sono tutt’uno col vino, con l’olio, con la ‘vita bella’ che cantava Dean Martin in “That’s amore”. Si comincia sabato con un’anteprima d’eccezione, Opera Wine, grand tasting dei 100 migliori produttori nazionali selezionati da Wine Spectator, la Bibbia americana del settore. A enfatizzare il vino-icona del made in Italy l’incontro “From Fashion to Wine” con la partecipazione di Santo Versace, presidente di Altagamma, la fondazione dei più prestigiosi marchi italiani nel mondo. Ma la vera novità di quest’anno è un salone nel salone: ViViT - Vigne, Vignaioli, Terroir, la rassegna dedicata ai vini da agricoltura biologica e biodinamica.
Una scommessa che si è già rivelata vincente, avvalorata dalla recente decisione dell’Ue di ufficializzare il vino bio. E tra business e spettacolo scende in pista anche Doctor Wine, alias Danìele Cernilli, ex guru del Gambero Rosso, che anima Taste Italy con la sua selezione di un centinaio tra le migliori cantine italiane da proporre ai buyer stranieri. E tra una degustazione e l’altra Renato Mannheimer, noto sociologo e sondaggista, presenterà un’indagine sul passaggio generazionale nelle famiglie del vino, protagonisti Antinon, Argiolas, Chiarlo, Donnafugata, Zonin e Ferrari. E infine ecco Sol, il salone internazionale dell’olio extravergine (www.sol-verona.com), in contemporanea con Vinitaly. Perché ulivo e vite sono i “gemelli diversi” della cultura mediterranea.

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