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Allegrini 2018

La Nazione / Il Giorno / Il Resto Del Carlino

Grandi bottiglie a piccoli prezzi ... Il negroamaro che viene dalla Puglia ... Pare che turisticamente la Puglia vada in controtendenza: aumentano visitatori e presenze mentre nel resto del Sud calano. In questa rinascita gioca l’offerta enogastronomica con il trionfo dei due gemelli diversi dell’enologia regionale: Negroamaro e Primitivo. Uve una volta figlie di un dio minore, sono la scommessa vinta di un territorio del vino decisamente “cool”. Vini-vitigni ma anche veri progetti di due realtà diverse della Puglia, quella del sud e del centro-nord. La storia della cantina Candido ha
radici nel Salento. L’attività si svolge nei due stabilimenti di Guagnano (Le) e San Donaci (Br) in una tenuta di 140 ettari. Alessandro e Giacomo, terza generazione della famiglia Candido, sono i primi amanti del “loro” Salento e hanno puntato con successo sulla valorizzazione delle varietà autoctone. La gamma aziendale è molto ampia, dai bianchi ai rosati, ai rossi, ai vini da dessert. La bandiera del territorio è il negroamaro. Il top di gamma è il Duca d’Aragona, complesso e speziato. Il Cappello di prete è l’altro vino cult della maison salentina. Il 2007 pur con cinque anni sulle spalle è di piacevole beva: potente al naso di spezie, frutta rossa e tabacco dolce, al palato è vellutato e pieno, con un frutto finale persistente lievemente amarognolo. In enoteca sui 10-11 euro.

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