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La Nazione / Il Giorno / Il Resto Del Carlino

Quando il design sposa il vino Lunelli, San Patrignano, Pizzini ... Le più belle cantine del mondo diventano vere mete turistiche ... C’era una tempo la cantina, con le volte e i mattoni a vista, buia e polverosa, con tini, botti e bottiglie. C’è oggi la cantina che risplende come un salotto buono, dove tutte le fasi di lavorazione del vino avvengono in un ambiente accogliente e quasi asettico. Insomma cantine che sembrano regge. Quelle più avveniristiche infatti coniugano la tecnologia con l’ecologia, ma anche con il design. Sono “firmate” da artisti ed architetti famosi. A volte ospitano all’interno collezioni d’arte. E diventano esse stesse mete turistiche. Vengono visitate come “cattedrali”, templi del bello e del buono. E i preziosi nettari che custodiscono, degustati in questi ambienti particolari, diventano ancor più speciali.

Un “carapace” firmato da Arnaldo Pomodoro

Cinquemila visitatori in poco più di cinque mesi. È il dato che registra il “Carapace”, la scultura- cantina firmata Arnaldo Pomodoro richiesta dalla famiglia Lunelli (quella delle bollicine Ferrari) per la tenuta Castelbuono (a Bevagna, Perugia, tel 0742.362060; www.cantineferrari.it) inaugurata in giugno. Un tempio del Sagrantino, la definisce Alessandro Lunelli, ad della tenuta di famiglia in Umbria, terra che, spiega lui, trentino, “amiamo molto”. Il Carapace è davvero unico. “È un’opera d’arte che è anche una cantina. L’unica scultura realmente abitabile al mondo. All’interno viene prodotto un vino speciale che ha grandi potenzialità: il Sagrantino”. La cantina d’arte resta aperta anche nei week end. I dati proiettano a fine dicembre quota 10mila presenze, il 30% stranieri. Non a caso il Carapace è stato selezionato per il Padiglione Italia all’ultima Biennale di Venezia.

Degustazioni tra cristalli e botti

Rimini può vantare tanti vini doc e produttori di fama internazionale, e lo deve a Sanpa. Se il Sangiovese è tornato sulle tavole dei migliori ristoranti italiani ed è diventato un prodotto da esportazione, lo deve a Sanpa. La cantina di San Patrignano (a Coriano vicino a Rimini, tel. 0541362111) non è soltanto una delle più famose di Rimini e dell’intera Romagna. È una grande finestra aperta sul mondo della comunità, che proprio grazie ai suoi vini doc ha saputo esportare il suo marchio di qualità nel mondo. Avi, il Sangiovese superiore in purezza affinato in grandi botti di rovere e dedicato al fondatore della comunità Vincenzo Muccioli, è uno tra i rossi italiani più esportati nel mondo, insieme alle altre grandi bottiglie che escono dalla cantina di San Patrignano. Visitarla è un viaggio affascinante. Qui lavorano 45 ragazzi ospiti della comunità riminese, e producono 450mila bottiglie l’anno. Una produzione importante e di qualità, sotto la supervisione di uno dei più importanti enologi, Riccardo Cotarella. Tanti i vini da gustare, anche nella cantina dove è possibile fare degustazioni guidate (su prenotazione) in una sala da 50 posti, con pavimenti di cristallo che permettono di ammirare le enormi botti e la barricaia. Modernissimi e da visitare anche i due “templi” del gusto di San Patrignano: Spaccio, pizzeria e osteria per gourmet, dove si possono assaggiare formaggi e salumi prodotti da Sanpa, e Vite, il ristorante inaugurato cinque anni fa, segnalato anche dalle grandi guide.

Preziose bollicine protette da un’architettura bio

È come un abito: rivela chi lo indossa. Lo è anche il rivestimento della Barone Pizzini di Provaglio d’Iseo, in Franciacorta (tel. 030427017) linea moderna ma ecocompatibile per ridurre l’impatto su vigneti e colline. Il messaggio è più evidente all’interno, fra l’area di vinificazione e quella della barricaia: si producono bollicine rigorosamente bio. I visitatori (2500 in un anno) che degustano il Pas Dosé e il Satèn vengono istruiti sull’anima verde di questa maison rilanciata negli Anni ‘90 da imprenditori bresciani. L’architetto Claudio Gasparotti che ha firmato l’opera utilizza la metafora dell’albero (parte visibile, parte nascosto) e sottolinea l’utilizzo di materiali (legno e pietra calcarea) e tecnologie leggere. L’ International Challenge di Londra ha premiato il Franciacorta Rosé 2008 della Barone Pizzini (costo: 23,50 euro) come “migliore biologico del mondo”.

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