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La Nazione / Il Giorno / Il Resto Del Carlino

Una “farfalla” e un MasterChef Vinitaly, lo sbarco della Toscana ... Saranno quasi 800 le aziende alla prossima fiera di Verona ... La farfalla del vino sbarca a Verona piena di ottimismo. È la “farfalla” ideata dal Lorenzo Marini Group, con le due ali al gusto di “rosso” che ricordano la cartina della Toscana: sarà la nuova immagine - voluta dalla Regione per abbracciare tutte le vigne, dalla costa agli Appennini - a identificare il Padiglione 8, consueta “casa” del Vigneto Toscana al Vinitaly, la maggiore fiera nazionale di settore, a Verona da domenica 7 a mercoledì 10 aprile. Una presenza che si annuncia come al solito massiccia: quasi 800 aziende, concentrate principalmente in quel grande padiglione tutto vestito dalla farfalla rosso “sangue” (delle viti), ma sparse anche nel 7 e nel D, quelli che ospitano le grandi griffe. C’è grande attesa, nell’esercito di Toscana: la regione del vino, lo confermano le cifre di Trip Advisor, più gettonata al mondo tra i turisti da resort di lusso, e non solo. E forse non a caso a fare da testimonial proprio per un’azienda toscana c’è un volto tv tutto particolare. Segnatevi questa, se ci sarete: padiglione 8, stand C5, azienda Campo alla Sughera (zona Bolgheri, proprietà dei tedeschi Knauf). Il 7, 1’8 e il 9 a mezzogiorno, nello stand, show cooking condotto da Tiziana Stefanelli, l’avvocata romana che ha vinto la seconda edizione di MasterChef, edizione da record con il suo milione e mezzo di contatti per la finale. Non è la sola festa che animerà Casa Toscana: Rocca delle Macie, l’azienda di Sergio Zingarelli che è anche il presidente del Chianti Classico - altra novità, con il Gallo Nero tutto nuovo - celebrerà i suoi primi quarant’anni, e la casa Cecchi di Castellina in Chianti ospiterà nello stand uno chef super acclamato come Giancarlo Morelli del Pomiroeu di Seregno. All’insegna dello star biz, dunque. Ma non solo. Anche all’insegna dei numeri. L’export, dicono le cifre, potrebbe superare per la prima volta nella storia, a chiusura dei conti 2012, i 700 milioni di euro: il 15% del valore nazionale, terzo gradino del podio dopo Veneto e Piemonte. Con una bella crescita, più 6,8% sul 2011: alla faccia della crisi, si direbbe, non fosse che si vende ormai praticamente quasi solo all’estero, almeno in termini di crescita. Primo mercato gli Usa (135,5 milioni nei primi 10 mesi del 2012), poi la Germania, con 67,5 milioni. Altro segnale, le aste internazionali: grazie alla Toscana, il vino italiano scala posizioni su posizioni nella “top 100” delle bottiglie extralusso. Dettaglio non trascurabile, poi, le nuove frontiere: Cina, Russia e Brasile sono gli ultimi della “top ten”, ma in risalita. Alla Cina guarda con intensità il Consorzio Chianti, che al mercato del Celeste Impero ha dedicato anche un ideogramma: si pronuncia Kang Di, significa “salute all’Imperatore”. Proprio il “grande Chianti” è un’altra delle maggiori novità nella presenza toscana a Vinitaly, con i suoi 105 milioni di bottiglie da 3.600 produttori per un giro d’affari da 300 milioni l’anno. E tanta voglia di comunicare, anche sui social network, anche con un blog, anche con un megaaperitivo che sarà offerto alla gente fuori dalle pareti ristrette della fiera, domenica, ovviamente in diretta on line su Facebook. Dal canto suo, invece, il Chianti Classico invita i a un programma quotidiano di seminari tecnici condotti da esperti, e la Maremma punta su un’offerta a tutto tondo tra “mare, terra e ruralità”. Parlare al colto e all’inclita: la battaglia si vince anche così. Basta saper fare squadra.

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