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La Nazione / Il Giorno / Il Resto Del Carlino

La grande finanza investe sul vino ... Unipol compra a Montalcino, seguendo banche e compagnie ... Prima dell’esplosione della finanza tossica e dei prezzi delle materie prime alle stelle, l’investimento più redditizio era il vigneto “firmato”. Comprare ettari nelle terre del Brunello o del Chianti decuplicava i soldi investiti e rappresentava un pezzo di patrimonio solido e fruttifero, in tutti i sensi. Oggi, mentre la sbornia finanziaria sta per passare, la moda dell’uva torna a conquistare i gruppi finanziari. L’ultimo affare è stato messo a segno da Unipol, reduce dall’acquisizione di Fonsai: il gruppo assicurativo bolognese sarebbe pronto a comprare 12 ettari di Brunello, che andranno a sommarsi ai 26 ettari della tenuta “La Poderina”, di proprietà di SaiAgricola, il braccio della società che fu di Ligresti. Sull’affare ha sollevato il velo WineNews, il sito bussola per gli enonauti. I vigneti sono un tassello importante delle proprietà immobiliari di Fondiaria-Sai: una galassia di 5 mila ettari, 300 dei quali a vino, divisi tra Montepulciano, Monterufoli a Pisa, più terreni a Montefalco (il regno del Sagrantino) e Montecorona a Umbertide, più altri investimenti in Piemonte. Montepulciano e Montalcino sono anche “bersagli” degli investimenti del gruppo farmaceutico Angelini, così come manager del gruppo Serono, di Bertarelli, hanno acquisito terreni. Ma è la finanza il mondo più attratto dai vigneti. Oltre a Unipol e Fonsai, l’investimento più cospicuo è quello fatto da Ras, ora rilevata dal gruppo Allianz, con l’azienda agricola San Felice. Il quartier generale è a Castelnuovo Berardenga, il centro più grande del Chianti classico, e si estende per 140 ettari. Ma Allianz ha nel portafoglio altri 14 ettari a Montalcino e 50 ettari di vigneti a Massa Marittima. Nelle terre dell’olio, Trequanda, con 60 ettari di vigneto della Doc Orcia, ha investito il Fondo pensione Cariplo, che aveva anche progetti di sviluppo turistico. E, dopo la cessione degli storici Tenimenti Fontanafredda in Piemonte, buen retiro dei Savoia, il gruppo Mps conserva Poggio Bonelli e Fattoria Chigi Saracini, sempre nel Chianti senese. Mps Tenimenti spa, Poggio Bonelli, Fattoria Chigi Saracini. All’appello non mancano le Generali, anche se tramite Generali agricola, la società che si occupa del settore: in portafoglio 8 tenute e vigneti nel centro d’Italia, nelle regioni a più alta vocazione vinicola. Nell’elenco dei “vigneron” ci sono tanti banchieri e manager della finanza, anche se in forma privata. Per alcuni, come Sergio Cragnotti, il vino è stato un bene rifugio; per altri, come Gianni Zonin, presidente della Banca Popolare di Vicenza, un hobby redditizio.


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