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La Nazione / Il Giorno / Il Resto Del Carlino

Gli ettari d’oro del “vigneto Toscana”. Un patrimonio di tre miliardi di euro ... Altro che il podere in Chianti, sogno da ricchi dei nostri bisnonni. L’Eldorado del vino oggi è ancora qui, ma ha altre coordinate sul gps. I terreni che valgono di più? A Montalcino, e si sapeva: il boom del Brunello (soprattutto all’estero) ha fatto lievitare la stima di un ettaro a vigna fino a 350mila euro. Primato che però rischia spallate vigorose da “Bolghereaux”: sarà l’inossidabile effetto Sassicaia, e la spinta forte di Ornellaia e Masseto in buona compagnia con altri big. Risultato: lungo costa la vigna arriva a 320mila euro. Poi c’è Montepulciano, tra 150 e 200mila euro, e il Chianti Classico con 135-150mila: cifra in crescita, se piacerà il super Gallo Nero, quella Gran Selezione che ha il sapore del cru, dello “chateau”. E allora certi appezzamenti anche nel Chianti Classico (secondo winenews.it, il primo consorzio-sistema nel mondo del vino italiano) potrebbero schizzare in su. L’attesa è breve: lunedì si battezza la Gran Selezione. E’ Winenews, il sito sul mondo del vino con sede a Montalcino, a dar conto di un fenomeno che non sente crisi. Perché i 33mila ettari del Vigneto Toscana sarebbero un patrimonio da 3,3 miliardi di euro: cifre messe insieme facendo le medie tra i picchi di Montalcino e Bolgheri, il mare magnum delle varie zone a Chianti (tra gli 80 e i 100 mila euro, con le punte massime nel territorio di Rufina) e i minimi delle denominazioni più giovani. Che intanto non stanno a guardare: saranno proprio questi (dodici consorzi, da Bolgheri a Carmignano, dal Chianti Rufina al Terratico di Bibbona, dall’Elba a Cortona, dal Montecucco al Morellino e via dicendo) ad aprire la Settimana delle Anteprime, con il Buy Wine che la Regione ha voluto alla Fortezza da Basso, dove domani 258 espositori incontreranno 296 operatori da 33 paesi, e domenica faranno sentire i vini in degustazione. Un successo per il Consorzio Chianti, “ma quando si parla di Chianti - spiega il presidente Giovanni Busi - si parla di un vino, certamente, ma ciò che emerge è la storia di un territorio enologico immenso e vario, della sua storia e della sua cultura enogastronomica”. Un territorio di 16mila ettari che sfornano 105 milioni di bottiglie, un Consorzio con 2.600 soci, 20mila addetti e un fatturato di 250 milioni di euro, il 70% all’estero. Il 16 e il 17 tocca a San Gimignano, con la Vernaccia 2013 e la riserva 2012, poi il Chianti Classico: la Gran Selezione in Palazzo Vecchio, poi il 18 e il 19 alla Stazione Leopolda. Ma già la sera del 19 (e poi fino al 21) sarà tempo di Nobile a Montepulciano, con i premi intitolati a Giulio Gambelli e Kyle Phillips. che 1’Aset (Associazione stampa enogastro-agroalimentare toscana) assegnerà a un enologo e a un giornalista under 35. Infine la chiusura con il Benvenuto Brunello, a Montalcino fino a domenica 23, con il rito della piastrella sul muro della Fortezza e le stelle en primeur alla vendemmia 2013. Un momento magico, insomma. Lo dicono i numeri: i rossi toscani, più o meno blasonati, sono in fase di performance incredibile. Export a 743 milioni di euro nel 2013, il 6% in più sul 2012 ma il 46% di crescita negli ultimi cinque anni: Con i veneti e i piemontesi staccati di ampie lunghezze, e l’Estremo Oriente che tira a mille. In Cina il vino toscano vale il 24% del mercato, e cresce del 37,5%. Alla faccia dei francesi.

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