02-Planeta_manchette_175x100
Allegrini 2018

La Nazione / Il Giorno / Il Resto Del Carlino

Un brindisi alla storia e al business. L’Elba esalta il vino dell’Imperatore ... Eventi dedicati all’Aleatico, a 200 anni dallo sbarco di Napoleone ... Fu dolce, il primo impatto di Napoleone con l’Elba, quel 4 maggio 1814, appena sceso dalla scialuppa con cui aveva lasciato la nave Undaunted, al largo di Portoferraio. Un bicchiere divino, rubino e dolce: nulla di meglio, per saluta re i uomo che di fatto già da una dozzina d’anni (nel 1802 l’Elba era diventata territorio metropolitano francese) era “padrone” dell’isola in cui, almeno secondo i piani, avrebbe dovuto trascorrere chissà quanto tempo. E invece ci sarebbe rimasto meno di un anno. Ma quel bicchiere di vino ebbe il sapore di una stretta di mano. Era un bicchiere di Aleatico, per la cronaca offerto alla Tenuta La Chiusa, retta dalla famiglia Foresi già dal Seicento. L’Aleatico però sull’Elba c’era arrivato molto prima, forse per mano degli etruschi o dei romani, proveniente dalla Grecia: e chissà che non fosse parente del famoso “Xanto” delle Cicladi e della Lidia. A duecento anni dallo sbarco, l’Elba celebra con un calendario di iniziative il soggiorno di Napoleone, che per l’isola creò anche la famosa bandiera con le tre api d’oro sulla banda rossa che taglia in diagonale il drappo bianco. E non poteva mancare ovviamente la giornata dedicata al Vino dell’Imperatore. Sarà domenica 13 aprile, giorno successivo all’avvio ufficiale delle celebrazioni con un convegno storico sui trattato di Fontainebleau, e coinciderà con la quarta edizione di Elba Aleatico, nella quale - al Centro De Laugieri di Portoferraio - le aziende produttrici del nettare rosso portano in mostra e in assaggio il meglio delle cantine. Ma l’Aleatico sarà anche protagonista dei menu di alcuni ristoranti dell’isola, aderenti alla rete di Vetrina Toscana, il progetto di Regione e Unioncamere Toscana che promuove i ristoranti e le botteghe che utilizzano i prodotti del territorio. L’Aleatico è prodotto dalle 16 aziende che fanno parte del Consorzio Elba Doc, dalle cui cantine escono altre undici vini tra bianchi, rossi e passiti. L’uva a bacca rossa dà un vino - così stabilisce il disciplinare di produzione - dal colore rosso rubino, dal profumo intenso, dal sapore dolce, ricco e armonioso con un minimo di 19 gradi di alcol. Con la benedizione dell’Imperatore.

Copyright © 2000/2018


Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt


Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2018

Altri articoli